Il balletto del San Vito: il nuovo stadio a Cosenza tra propaganda e strani numeri

Capienza e costi che variano, finanziamenti che saltano poi sembrano riapparire, promesse e polemiche preelettorali: in arrivo nuove puntate della telenovela sul "Marulla"?

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«Il nuovo stadio Marulla si farà». È stato questo l’ultimo futuristico colpo ad affetto della campagna elettorale del candidato sindaco di Cosenza del centrodestra Francesco Caruso, già vice del vero ideatore del progetto Mario Occhiuto. Di nuovo stadio in città si parla infatti dalla campagna elettorale del 2016, era uno dei cavalli di battaglia dell’architetto che riconquistò a furor di popolo Palazzo dei Bruzi dopo il successo alle urne del 2011. Un progetto lungo già più di cinque anni, quindi, che nel corso del tempo ha conosciuto numerose metamorfosi, impennate propagandistiche e frenate silenziose.

La presentazione a Roma

Chi tra gli appassionati di calcio cosentino non ricorda la presentazione romana, nel febbraio 2017, del piano di realizzazione della nuova struttura sportiva cittadina? Oltre al sindaco Mario Occhiuto, nella sede dell’Istituto per il Credito Sportivo erano presenti il Commissario del Credito Sportivo Paolo D’Alessio, l’allora presidente della Lega Nazionale Professionisti B Andrea Abodi, l’assessore allo Sport Carmine Vizza e il presidente del Cosenza calcio Eugenio Guarascio, partner del progetto (almeno così all’epoca veniva riferito).

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Una delle slide presentate a Roma mostrava ricavi e costi previsti per il club col nuovo stadio

Nello studio di pre-fattibilità, si ipotizzava per ragioni di sostenibilità economica dell’operazione, una capacità di 11.000 posti espandibili di ulteriori 5.000 per un costo complessivo di 37 milioni di euro. Ciononostante, analizzando i dati relativi ai costi dello stadio, viene da chiedersi come sarebbe stato possibile mantenere certi standard di gestione. L’aspetto forse più assurdo riguardava il denaro per l’affitto dell’impianto che la società guidata da Eugenio Guarascio avrebbe dovuto sborsare: oltre 400mila euro annui. Una cifra spropositata se si pensa alle incrollabili politiche al risparmio dell’imprenditore lametino. Oggi, giusto per intenderci, il Cosenza Calcio paga un affitto al Comune di circa 5.500 euro al mese. Certo, si ipotizzavano grandi incassi: tra questi, anche i soldi dei biglietti (8 euro l’uno) di ben 11mila visitatori annui previsti nel nascituro museo dedicato alla squadra.

Tre anni dopo…

Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata molta e, giusto per non allontanarci troppo dalle fantasie occhiutane, quasi mai è stata navigabile.
«Nei prossimi tre anni – aveva dichiarato in quella circostanza Occhiuto dopo aver valutato il percorso finanziario del piano di lavoro – realizzeremo il nuovo stadio, noi le promesse le manteniamo».

Tre anni dopo, esattamente nel gennaio 2020, e con un dissesto finanziario del Comune con cui fare i conti, lo stesso primo cittadino si rammaricava dal suo profilo Facebook. Purtroppo non era ancora stato possibile far partire i lavori «nonostante l’immutata disponibilità dell’Istituto del Credito Sportivo, perché il fondo immobiliare Invimit ha rallentato le approvazioni del finanziamento a causa del rinnovo del management. Noi proveremo ad andare avanti, ma non so ormai se riusciremo ad avviare e completare le opere prima della fine del mio mandato. Spero che chi verrà dopo di noi abbia la volontà e la capacità di continuare su questa strada».

L’autogol

Tornando all’attualità delle recenti elezioni comunali di Cosenza, c’è da sottolineare il clamoroso autogol di Francesco Caruso in vista del ballottaggio. Credeva, grazie al dio pallone, di recuperare il terreno che un altro Francesco (De Cicco) gli aveva fatto perdere con la sua sorprendente “affiliazione” al centrosinistra. Invece ha finito per peggiorare la situazione.

Il popolo di fede rossoblù, infatti, tranne i soliti puri e duri a morire di speranze e illusioni, stanco di ascoltare promesse mai mantenute, aveva accolto con freddezza l’uscita del candidato a perdere. Caruso, dal canto suo, era andato avanti come un treno aggrappandosi alle rassicurazioni (e non poteva essere altrimenti) di Roberto Occhiuto, fratello di Mario nonché fresco di elezione a governatore calabro.

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Lo scambio su FB sull’affidamento del progetto che ha fatto scalpore tra i cosentini prima del voto

Sulla sua pagina Facebook Francesco Caruso sindaco (da qualche giorno misteriosamente scomparsa), il 15 ottobre scorso si era espresso in questi termini: «#NuovoStadioMarulla, progetto già affidato e inglobato nella Città dello Sport».
Un’uscita sensazionalistica che, oltre a collezionare una marea di sfottò da parte della tifoseria delusa, aveva fatto emergere un aspetto inquietante: l’aggiudicazione di quel progetto da parte di un raggruppamento di specialisti tra cui figurano gli architetti Alfonso Femia e Rudy Ricciotti, non è mai stata verbalizzata dalla commissione esaminatrice.

La Regione che non c’era

Per dirla con parole ancora più semplici, i vincitori del concorso internazionale indetto dal Comune di Cosenza per il progetto della “Città dello Sport” che comprende, appunto, la riqualificazione dello stadio comunale San Vito-Marulla e la valorizzazione e riqualificazione delle aree limitrofe, non hanno mai ricevuto alcuna comunicazione in merito. Ecco perché è apparso alquanto bizzarro leggere le parole di Caruso, a cui sono seguite poi, sempre su Facebook, quelle del presidente della commissione consiliare Sport di Palazzo dei Bruzi Gaetano Cairo in risposta all’ingegnere Claudia Grandinetti che aveva fatto notare che nulla ancora è stato affidato.

«La soluzione progettuale rappresentata nel rendering – aveva scritto Cairo – è quella proposta dall’architetto Rudy Ricciotti e dall’architetto Alfonso Femia con cui probabilmente l’arch. Grandinetti ha collaborato nell’ambito del gruppo di lavoro. La soluzione risulta vincitrice dell’espletato concorso di idee per lo sviluppo del progetto di fattibilità tecnica ed economica della Città dello Sport, un concorso già aggiudicato ma non formalizzato ovviamente a causa della non disponibilità del finanziamento. Il finanziamento verrà garantito dal governatore della Regione Calabria Roberto Occhiuto».

Ma è proprio su quest’ultima affermazione di Cairo che vengono fuori le perplessità maggiori: cosa c’entra la Regione Calabria con la vicenda stadio? E, soprattutto, in che termini un finanziamento che dovrebbe essere di competenza del Credito Sportivo verrà garantito dal governatore? Difficile se non impossibile pensare che esista un canale di finanziamento dedicato unicamente allo stadio cosentino. Più plausibile, invece, che lo stesso governatore nei giorni roventi del pre-ballottaggio abbia avallato una promessa elettorale dalle basi non troppo solide.

Capienza (parecchio) variabile e ritocchi

Il progetto vincitore del concorso prevede(va) l’estensione di circa 60.000 mq solo per lo stadio, con una capienza flessibile, a differenza degli 11.000 del 2017, di ben 40.000 posti (il capitolato speciale d’appalto ne richiedeva, a sua volta, tra i 16.000 e i 20.000), con aree VIP, sky boxes e business lounges e un museo con negozi. E poi ancora la realizzazione di cinema, un hotel, attività commerciali, una biblioteca e un centro medico-sportivo. Di milioni, tra l’altro, ne dovrebbe costare 47, dieci in più di quelli che Invimit non era più disposta a cofinanziare.

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Ma dalle nostre ricerche è emersa una particolarità di non poco conto: il rendering (o meglio, per dirlo alla buona, i cosiddetti fotomontaggi) che da tre anni l’ex sindaco Mario Occhiuto e più di recente il suo quasi erede Francesco Caruso stanno facendo circolare sui social network, non corrisponderebbe a quello che è il progetto originale vincitore del concorso, ideato – è sempre bene ricordarlo – da Rudy Ricciotti, uno dei più grandi architetti francesi contemporanei, Alfonso Femia che può vantare tre studi in Italia e in Francia e poi ancora Pino Scaglione, Antonio Trimboli e molti altri illustri professionisti cosentini.
Insomma, qualcuno avrebbe modificato ad arte le immagini, chissà se per renderle più accattivanti agli occhi della gente. Se la situazione non fosse già abbastanza tragicomica di suo, si potrebbe parlare tranquillamente di violazione del diritto d’autore.

L’appello dei tifosi al neo sindaco Franz Caruso

Il punto di tutta questa avventura paradossale è che, nonostante la sconfitta del centrodestra e l’elezione a sindaco della città di Franz Caruso del centrosinistra, c’è ancora in città chi spera nel miracolo della realizzazione del nuovo stadio. Pur avendo un intenso sapore elettorale, le esternazioni di Francesco Caruso e quelle di Gaetano Cairo sulla disponibilità del presidente della Regione Calabria a interessarsi finanziariamente alla vicenda, sembrano aver riacceso ugualmente una fiammella di speranza in una parte della tifoseria, evidentemente timorosa che tra le due parti (Regione e Comune) non si riesca a stringere un dialogo costruttivo.

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L’attuale San Vito-Marulla visto dall’alto

Nelle ultime ore il direttivo dell’associazione “Cosenza nel Cuore” ha chiesto un incontro al neo eletto sindaco Franz Caruso anche per discutere di una auspicabile implementazione e rigenerazione dello stadio cittadino. Lo fa fatto con una nota in cui ricorda «l’informazione, fornita dal neo Presidente della Giunta Regionale, On. Roberto Occhiuto, secondo la quale tale progetto sembrerebbe suscettibile di immediato finanziamento sui fondi PNRR o simili. È opinione dell’Associazione – prosegue il documento – che un’occasione del genere non debba essere persa e che una tale opera non possa avere un colore politico, ma rappresentare unicamente un elemento di crescita territoriale, sociale ed anche economica».

Insomma, una storia tanto infinita quanto ingannevole che, probabilmente conoscerà nuovi capitoli. Ovviamente a discapito di chi tifa Cosenza Calcio e crede da sempre nei sogni che lo circondano.

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