L’assalto agli aeroporti calabresi, la Lega e il fuggi fuggi

Dura presa di posizione del presidente Occhiuto sulla vicenda Sacal. Ma a Palazzo Campanella il suo partito, Forza Italia, era ed è alleato del Carroccio. L'allarme privatizzazione della società che gestisce gli scali della nostra regione era concreto da molto tempo. E nel centrodestra è partito lo scaricabarile e i veleni catanzaresi

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Quando la politica si è svegliata l’assalto era già bell’e consumato. Qualcuno ci aveva già provato nel 2014 senza riuscirci, oggi invece la privatizzazione della società che gestisce la principale porta d’ingresso della Calabria si è concretizzata nell’indifferenza degli enti pubblici coinvolti. Solo a cose fatte Roberto Occhiuto, «un po’ arrabbiato», si è reso conto che proprio appena prima che lui diventasse presidente «il privato ha messo in atto strane procedure per trasformare l’assetto proprietario ed avere così la maggioranza delle quote» della Sacal, che gestisce i tre aeroporti calabresi.

L’ira di Roberto Occhiuto

Secondo il neo governatore la scalata sarebbe «contro la legge», secondo i privati che l’hanno condotta – i Caruso, famiglia di imprenditori lametini che possiede la società Lamezia Sviluppo –tutto sarebbe invece avvenuto nel rispetto della legge e dello statuto di Sacal «nell’interesse di salvaguardare i dipendenti e la continuità dell’azienda». Al di là delle rispettive convinzioni giuridiche e degli asseriti intenti filantropici, in questa storia il privato ha fatto il privato acquisendo le quote che gli enti pubblici hanno lasciato scoperte. Se lo abbia fatto legittimamente lo verificheranno, eventualmente, la Procura di Catanzaro, l’Antitrust e l’Autorità nazionale anticorruzione a cui l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) si è rivolta avviando il procedimento di revoca della concessione per l’aeroporto di Lamezia e proponendo la nomina di un commissario per la gestione operativa dello scalo.

Il centrodestra gioca a scaricabarile

Scoppiata la bomba è subito partito lo scaricabarile tra, per esempio, Comune/Provincia di Catanzaro – entrambi guidati da Sergio Abramo, approdato prima delle elezioni a “Coraggio Italia” – e la stessa Regione, guidata fino ad appena due settimane fa da Nino Spirlì, uomo di punta della Lega a cui Matteo Salvini fa spesso sapere di essere molto grato «per quello che ha fatto per la sua gente».

Un tutti contro tutti che ha visto anche Mimmo Tallini criticare il sindaco di Catanzaro, a cui ha risposto anche lo stesso Spirlì sostanzialmente scaricando le responsabilità sul presidente Sacal Giulio de Metrio che però è stato voluto proprio dalla Lega. Insomma i vari Abramo, Spirlì, lo stesso Occhiuto che era già in piena campagna elettorale, erano distratti mentre i privati si prendevano Sacal e solo ora sono diventati loquaci.

L’allarme inascoltato della Cgil

Nessuno però può dire che non si sapesse quanto il rischio della privatizzazione fosse concreto. I Calabresi ne ha scritto a inizio agosto  quando Spirlì aveva assicurato il consiglio regionale che la maggioranza sarebbe rimasta pubblica. La Filt Cgil lanciava allarmi da mesi. E se non bastasse tutto ciò ci sono anche atti ufficiali come la delibera con cui il Comune di Lamezia, retto in quel momento da un commissario prefettizio, approvava per le quote una variazione di bilancio da 150mila euro, comunque non sufficienti a confermare il 19,2% dell’ente (maggior azionista) che oggi è sceso all’11%.

Aeroporti in crisi di liquidità

La S.P.A. che gestisce i tre aeroporti calabresi si è trovata quest’anno in una crisi liquidità – secondo la stessa società e la Regione esclusivamente riconducibile al crollo del traffico aereo durante la pandemia – che ne ha messo a rischio la tenuta. Si è così arrivati a una ricapitalizzazione da circa 10 milioni di euro ed erano state anche fissate delle scadenze precise per i soci. Le riporta nero su bianco la stessa delibera del Comune di Lamezia, che risale ai primi di agosto: per la sottoscrizione dell’aumento di capitale il termine fissato era il 30 luglio; per l’esercizio del diritto di opzione sulle azioni non sottoscritte dagli aventi diritto il termine era al 30 settembre; per esercitare il diritto di prelazione sulle azioni rimaste inoptate la deadline era quella del 4 novembre.

Cronaca di un assalto annunciato

È la cronaca di un assalto annunciato. E mentre gli alleati di Occhiuto guardavano altrove i privati sono riusciti a fare ciò che non era stato possibile nel 2014. All’epoca era appena stato eletto Mario Oliverio ma non era ancora stato indicato per la guida della Sacal il superprefetto/poliziotto Arturo De Felice, chiamato a spendere il suo prestigio legalitario dopo la bufera dell’inchiesta “Eumenidi”.

La Spa che ha accorpato gli aeroporti

Sotto la sua presidenza, nel 2017, la Spa ha accorpato a sé anche agli aeroporti di Reggio e Crotone reduci dai fallimenti delle rispettive società di gestione. Da lì sono cominciati anche i problemi finanziari, sfociati nell’anno del Covid in una crisi di liquidità senza precedenti.
La Regione ci ha dunque messo i soldi approvando in Consiglio la sottoscrizione da 927mila euro che doveva servire a confermare il 9,27% delle azioni, misteriosamente però oggi Occhiuto parla di una quota minore in capo alla Cittadella, ovvero il 7%.

ll supermanager in quota Lega

Spirlì aveva addirittura annunciato cantieri «per 60 milioni di euro» sui tre scali, forte dell’asse con il supermanager di area leghista chiamato alla guida di Sacal nell’era Santelli. De Metrio ha tenuto nascosto il Piano industriale e ingaggiato una lotta durissima con i sindacati che, indignati per il suo super stipendio da 240mila euro l’anno, in estate hanno chiesto certezze occupazionali per lavoratori stagionali e part time.

A Lamezia, inoltre, ancora aspettano che sia de Metrio che la Regione trasformino in fatti le parole sulla nuova aerostazione: bocciato dalla Commissione europea un progetto da 50 milioni di euro, si è parlato di un altro che dovrebbe costare la metà. Il finanziamento da 25 milioni di euro però doveva arrivare dall’Europa passando proprio dalla Cittadella, ora invece non lo si potrà certamente destinare a un privato. Per non parlare del mitologico collegamento «multimodale» tra stazione ferroviaria e aeroporto, un ultimo miglio di cui si parla da anni e che ancora è solo sulla carta.

La scalata agli aeroporti calabresi 

Alla luce di questo quadro non proprio edificante, il rimpallo di responsabilità della classe dirigente che guida la Calabria da due anni risulta un’ulteriore beffa. La scalata dei privati è avvenuta nel momento in cui la governance della Sacal e quella della Regione erano appannaggio della Lega, che a quanto se ne sa è ancora oggi un’alleata di ferro di Occhiuto (con tanto di rappresentanza in Giunta e Presidenza del consiglio regionale già aggiudicata) e addirittura ora, con un certo sprezzo del ridicolo, «plaude» alla sua «azione di chiarezza» parlando di «malaffare» e di «lobby di potere» su una Sacal che sostanzialmente ha finora governato tramite i suoi uomini.

Un fuggi fuggi indecoroso di fronte a uno scandalo enorme. Nessuno può dire di essersi accorto solo adesso degli «strani accordi» che hanno fatto finire in mano privata un settore di enorme interesse strategico per l’intera regione. E nessuno può negare che nel recente passato siano scattate inchieste e misure cautelari per molto meno.

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