Il Consiglio di Stato boccia Temesa: Amantea è salva

I magistrati di Palazzo Spada ribaltano le recenti decisioni del Tar e bloccano il referendum previsto per il 22 gennaio. La città tirrenica resta integra, per ora. Ma restano intatti anche i suoi non pochi problemi. A cui si aggiunge ora la necessità di ricucire i rapporti con gli abitanti di Campora. Intanto, si attende la sentenza di merito

Condividi

Recenti

Non è la prima volta che il Consiglio di Stato azzera decisioni amministrative che sembravano scontate.
Così è avvenuto per l’affaire Temesa, cioè il divorzio tra Amantea e la sua popolosa frazione di Campora San Giovanni, che tiene banco da mesi nelle cronache regionali e ha incuriosito anche la stampa “che conta”.
Alla fine, Palazzo Spada ha accolto le contestazioni del Comune di Amantea, che invece il Tar aveva rigettato per due volte. Il referendum previsto per il 22 gennaio è bloccato e la città tirrenica, al momento, è salva. La parola torna al Tribunale amministrativo, che dovrà pronunciarsi nel merito.

Tre contro uno

Ma cosa contesta il Comune tirrenico al comitato Ritorno alle origini di Temesa, al Comune di Serra d’Aiello e alla Regione Calabria?
Il ricorso al Consiglio di Stato batte su quattro punti, che si riepilogano per sommi capi.
Il primo è il debito che obera le casse amanteane. Al riguardo, c’è già un’istanza di dissesto del commissario prefettizio che risale al 2017. La cifra, tuttora, non è quantificata con certezza. Ma i “si dice” sono inquietanti: il debito monstre oscillerebbe tra quaranta e cinquanta milioni.

Che fine farà questo buco? Resterà tutto ad Amantea oppure sarà diviso in proporzione agli abitanti? La legge regionale che indice il referendum tace.

consiglio-di-stato-salva-amantea-campora-non-divorzia-piu
Consiglieri di Stato in seduta

Il rebus degli abitanti di Amantea

Sul secondo punto, le cose si complicano. Innanzitutto, perché c’è un balletto di cifre sull’attuale demografia amanteana.
Secondo i dati provvisori dell’Istat, i residenti sarebbero 13.850. Nell’ultimo ricorso al Consiglio di Stato, il Comune ne dichiara 13.272. Questa battaglia si gioca sulle decine: nel primo caso, in seguito alla secessione di Campora, Amantea si terrebbe di poco sopra i 10mila residenti, nel secondo rischierebbe di scendere sotto soglia.
Ciò renderebbe inammissibile il referendum, perché il Tuel vieta la costituzione di Comuni sotto i 10mila abitanti.
Ma il problema non riguarda solo le cifre lorde.

Lo scoglio degli stranieri

La difesa di Amantea contesta, al terzo punto, che si debbano calcolare gli stranieri residenti, cioè iscritti all’anagrafe.
Questo perché la legge parla di “cittadini residenti”.
La cifra che balla, in questo caso, si aggira attorno ai 400 abitanti. Non proprio bruscolini.

consiglio-di-stato-salva-amantea-campora-non-divorzia-piu
Campora San Giovanni, panorama notturno

Il problema dei votanti

Quarto punto: per creare il nuovo Comune di Temesa, sono chiamati al voto gli abitanti di Campora, circa 3.100, quelli di Coreca e Marinella e i residenti di Serra d’Aiello.
Sul primo aspetto, emerge una contraddizione: se Campora si staccasse, Amantea si fermerebbe alla foce del fiume Olivo, quindi manterrebbe Coreca e Marinella.
Ma gli abitanti di queste due frazioni, a differenza del resto di Amantea, sono chiamati comunque a votare.

E non finisce qui: considerato che a Campora sono ubicati il porto e il Pip, due strutture strategiche che riguardano tutta la città, perché è esclusa dal referendum la maggioranza dei cittadini?

La salvezza dal Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha ribaltato le decisioni del Tribunale amministrativo di Catanzaro e risolto per via burocratica un problema politico.
Certo, occorrerà aspettare la sentenza del Tar per dire l’ultima. Ma tutto lascia pensare che i confini di Amantea resteranno intatti.

È vero, infatti, che Amantea ha tentato due ricorsi d’urgenza, cioè di bloccare il referendum finché non si fosse chiarita la situazione legale. Ma è altrettanto vero che i motivi inseriti nei ricorsi sono, per dirla in avvocatese, “di merito”. Cioè toccano la sostanza del problema e quindi anticipano la sentenza.

Scorcio del centro storico di Amantea (foto di Camillo Giuliani)

Campora e Amantea: ora tocca ricucire

Amantea ha trovato a Roma il giudice che i tedeschi cercavano a Berlino.
Ma ciò non vuol dire che la situazione resti rose e fiori, perché, giova ripeterlo, alla base dei malumori dei camporesi c’è un problema politico.
Infatti, perché due big regionali come Franco Iacucci e Giuseppe Graziano hanno sposato la causa di Temesa?
Le dietrologie, al riguardo, si sprecano in riva al Tirreno. Ma salvarsi in Tribunale non basta. Ora è il momento di ricucire i rapporti.
E questo Enzo Pellegrino, l’attuale sindaco di Amantea, lo sa benissimo.

Sostieni ICalabresi.it

L'indipendenza è il requisito principale per un'informazione di qualità. Con una piccola offerta (anche il prezzo di un caffè) puoi aiutarci in questa avventura. Se ti piace quel che leggi, contribuisci.

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi in anteprima sul tuo cellulare le nostre inchieste esclusive.