SPORTELLATE | Poker di sconfitte in campo, vincono solo i tifosi

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Novembre non poteva iniziare nel modo peggiore per le squadre calabresi:poker di sconfitte e ritorno sulla terra soprattutto per Reggina e Cosenza, reduci in settimana da due vittorie niente male con Perugia e Ternana. Il Crotone, invece, pur cambiando guida tecnica, ha mantenuto il suo passo lento, tanto da collocarsi al terzultimo posto in classifica con appena sette punti in undici partite. Infine il Catanzaro: a Bari si giocava il primo posto e l’idea di un torneo diverso dal solito. È andata male e Cianci ha pure chiesto scusa per aver segnato un gol.

Amaranto stanchi psicologicamente

L’entusiasmo a volte fa male. Non so se sia stato questo il limite odierno della Reggina, sconfitta a sorpresa al “Granillo” dal Cittadella 1 a 0. Di certo, lo spettacolo messo in mostra dagli amaranto non è stato all’altezza delle uscite più recenti. Nulla di grave, sia chiaro, ma resta l’idea che nella rosa a disposizione di Aglietti manchi ancora qualcosa – non troppo – per competere per la promozione diretta in serie A con le big del torneo. Vincere oggi avrebbe significato raggiungere, seppure solo per qualche ora, la vetta solitaria della classifica. Non averlo fatto probabilmente aiuterà ambiente e calciatori meno saggi a mantenere i piedi ben saldi a terra.

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Una azione di gioco di Reggina-Frosinone

A parziale giustificazione per il primo ko casalingo stagionale, c’è comunque da ricordare che in mezzo al campo (in un campo ancora una volta al limite della sopportazione) è mancata come il pane la regia di Crisetig. Ciononostante, la squadra ha creato diverse occasioni da gol sventate da un Kastrati in giornata di grazia. Aglietti ha parlato di sconfitta immeritata e di squadra stanca soprattutto psicologicamente. Non ha nascosto più di tanto le prove opache di Menez e Cortinovis (5,5 per entrambi) e ha evidenziato la bravura degli avversari. Insomma, pensando al derby di Cosenza di venerdì prossimo, da buon padre di famiglia ha cercato di non drammatizzare troppo. Sarà interessante adesso capire come risponderanno i suoi ragazzi alla prova di maturità del “San Vito-Marulla”

Voto 4 all’occasione buttata al vento.

Florenzi non si brucia

Niente da fare, il Cosenza formato trasferta non funziona: cinque sconfitte su sei. Una cosa antipatica ma al tempo stesso prevedibile, molto più dei 13 punti su 14 conquistati fin qui al “San Vito-Marulla”. Al “Via del Mare” contro la corazzata Lecce dell’ex ds Trinchera (3 a 1 il risultato finale) si era partiti convinti di poter fare una gara migliore di Benevento. Invece, dopo pochi minuti di gioco era già chiaro come sarebbe andata a finire. A complicare il cammino, ci si è messo anche l’infortunio di Tiritiello (sostituito da Minelli, voto 4) che aggiunto a quello di Vaisanen, in appena un mese ha trasformato l’ottima difesa rossoblù in un ospedale calabrese, privo di risorse umane e strumenti adatti ad arginare le emergenze più elementari.

Gori del Cosenza in azione a Lecce
Gori del Cosenza in azione a Lecce

Per il gusto della critica si potrebbe parlare di tante cose: dell’immancabile buco centrale sul primo gol subito (con la Ternana Mazzocchi, oggi Strefezza), di Palmiero che da un po’ non è Palmiero o dell’esclusione di Florenzi dall’undici di partenza per dare spazio allo svogliato Djavan Anderson (voto 5). Ma non credo sia corretto mettere sotto processo una squadra che finora ha fatto miracoli. Almeno non adesso.

Giusto un appunto sul ragazzino ex Primavera però mi va di farlo: era reduce da una prestazione super con la Ternana e oggi, appena è entrato in campo, ha procurato il gol della bandiera di Caso, con tanto di tunnel da applausi a un avversario e sgroppata di quaranta metri palla al piede. All’ottimo Zaffaroni lo chiedo a bassa voce: non sarebbe il caso di farlo giocare sempre e comunque? Non credo proprio che si corra il rischio di bruciarlo.

Voto 8 al tecnico milanese se mi accontenterà.

Crotone beffato e malandato

Non si poteva certo pensare che Pasquale Marino, chiamato in panchina al posto di Modesto, in appena due giorni cambiasse i connotati del Crotone (oggi modulo e uomini in campo sono stati più o meno gli stessi dell’era appena conclusa, anche perché le alternative o non ci sono o non sembrano all’altezza della situazione). Quindi perdere a Frosinone 2 a 1 in questo momento non era e non è assolutamente il problema principale. Certo, crollare al 94’ dopo essere anche passati in vantaggio con Maric (voto 6), fa rabbia. Soprattutto se si pensa al secondo tempo, giocato nettamente meglio del primo. La sensazione, però, è sempre la stessa: quella pitagorica è una squadra fragile mentalmente, con ottime individualità ma non abbastanza per affrontare al meglio un campionato complesso come quello di serie B.

Pasquale Marino neo tecnico del Crotone
Pasquale Marino neo tecnico del Crotone

L’allenatore siciliano al suo arrivo in città era stato chiaro: «Non guardiamo la classifica, servono pazienza e tranquillità». Stasera, terminata la partita in terra ciociara, ha ripetuto più o meno lo stesso concetto, aggiungendo che non è mai semplice ripartire dopo una retrocessione come quella dell’anno scorso. «Bisogna ricreare entusiasmo – ha ribadito – facendo buone prestazioni». Che poi è proprio quello che manca. Il totale disinteresse mostrato negli ultimi mesi dai tifosi pitagorici verso le vicende che riguardano gli “Squali”, sembra infatti di difficile risoluzione. Senza il sostegno della gente, questa squadra piena zeppa di giovani rischia seriamente di affondare.

Voto 6 al coraggio di Marino.

Scuse da melodramma e bei gesti

Sabato Bari-Catanzaro 2 a 1. Era l’attesissimo scontro al vertice, quattro punti di distacco, entrambe venivano da due brutte sconfitte. Antonio Calabro (voto 5,5) alla vigilia aveva provato a fare il Mourinho dei bei tempi: «Per noi è una gara come le altre. Quelli che devono vincere per forza sono loro”» Vabbè, non ci credeva neanche lui a questa cosa, ma doveva dirla. Ci stava. Così come ci sta il risultato finale, condizionato da un errore evitabilissimo di Fazio (voto 4) sul gol vittoria di Simeri. Un risultato che fa male al morale e allontana, chissà quanto irrimediabilmente, la promozione diretta delle “Aquile” in serie B.

Quello che ci sta un po’ meno è l’esibizione melodrammatica di Pietro Cianci dopo aver realizzato la bella rete del pareggio giallorosso. Da barese purosangue ed ex di turno che pagherebbe per tornare in biancorosso, aveva detto «se segno al San Nicola non esulto». E ha mantenuto la promessa. Comprensibile, per carità. Però perché strafare con quelle scuse rivolte alla curva di casa? Che poi, invece di perdonarlo, lo ha fischiato sonoramente.
Ecco, certe volte penso che quando questa storia del gol non festeggiato finirà – se finirà – forse il calcio inizierà ad essere una pratica più sana.

Concludo con una pagellina per i tifosi del Catanzaro (voto 8) che nel viaggio che li portava verso Bari, hanno trovato il tempo e la voglia di fermarsi a Roseto Capo Spulico. Sul marmo che ricorda Denis Bergamini, simbolo dei rivali cosentini, hanno lasciato una rosa bianca avvolta dalla loro sciarpa. In un mondo conformista e ipocrita come quello pallonaro, non è un caso che siano sempre i “pericolosi” ultrà a mettere in scena rappresentazioni libere e spontanee.

Voto 9 alle esultanze antipatiche e scomposte alla Pippo Inzaghi.

Bar Sport Lucarelli

Il mondo del calcio avrebbe bisogno di tanti Cristiano Lucarelli. Un toscanaccio che di costruito non ha niente, perché non ha paura di svelare la sua fede politica, perché le sue conferenze stampa sembrano cene tra amici e buon vino che non finiscono mai. E poi anche perché quando parla ti dà la possibilità di scegliere tra una ventina di titoli possibili per il tuo giornale.
Gli allenatori di una volta erano così. Oggi, davanti ai microfoni e ai taccuini dei cronisti, quasi tutti annoiano e si annoiano.

Il tecnico della Ternana Cristiano Lucarelli
Il tecnico della Ternana Cristiano Lucarelli

Dopo la sconfitta di Cosenza nel turno infrasettimanale, da ex bomber rossoblù il tecnico della Ternana aveva emozionato tutti ricordando Gigi Marulla. Due giorni fa, analizzando con più profondità la trasferta bruzia, ha detto questa cosa qui: «Ho ricevuto il messaggio di una persona su Messenger: mi diceva che mi ero venduto la partita di Cosenza. Onestamente mi dispiace. Gli ho anche risposto: vieni giovedì mattina alle 9.30 in un dato bar, che parliamo. Io al bar c’ero, lui non si è presentato».

Voto 10 alle chiacchiere da bar, 2- a quelle da social.

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