SPORTELLATE | Ori, “Pippo” Mulattieri, ds e Tour de Franz

Nuovo appuntamento con la rubrica che ogni settimana assegna i voti ai protagonisti dello sport calabrese

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Come ogni settimana, è il momento di dare un voto ai fatti di sport, con il solito ingiusto occhio di riguardo verso il calcio. Prima di iniziare, però, bisogna complimentarsi con Daniele Lavia, schiacciatore titolare della Nazionale italiana di volley. Nato a Cariati 21 anni fa ma cresciuto a Rossano, ha conquistato l’oro da protagonista assoluto nella finale degli Europei contro la Slovenia. Dopo Domenico Berardi nel calcio, un altro grande traguardo per un atleta calabrese.

Voto 10.

Un breve cenno anche a Catanzaro e Rende che sono state nominate da ACES Città Europee dello Sport 2023. Nel 2018 lo stesso riconoscimento fu conferito a Cosenza per l’anno 2020. Determinante, per il giudizio finale degli ispettori, fu il progetto presentato dall’amministrazione Occhiuto di realizzazione del nuovo stadio cittadino con conseguente cittadella dello sport e rigenerazione delle aree più marginali. A distanza di tre anni, di quell’opera dal sapore elettorale si sono perse le tracce, mentre nel vecchio stadio “San Vito-Marulla” oggi si chiudono i settori per infiltrazioni d’acqua. Spero di sbagliarmi, ma ho la sensazione che certi attestati contino quanto un green pass a un’assemblea di Fratelli d’Italia.

Voto 3 o 4 (ottobre).

“Pippo” Mulattieri

La scorsa settimana scrivevo che al Crotone, nonostante la presenza in organico del talentuoso Samuele Mulattieri, tra partenze (Messias e Simy) e latitanze (Rivière) di lusso, forse mancava qualcosina in attacco. Dopo quanto visto venerdì sera nel corso della partita degli “Squali” sul campo della capolista Brescia, mi rimangio tutto.
Partito dalla panchina, il ventenne di Arcola provincia della Spezia, ha deciso di indossare gli abiti del Pippo Inzaghi di turno (suo idolo e mister, non a caso, delle “Rondinelle”). E in appena un quarto d’ora, con i suoi sotto di due reti, ha letteralmente mandato in tilt una delle migliori difese della cadetteria. Risultato finale: doppietta personale (già cinque i suoi centri in campionato) e un 2 a 2 da portarsi a casa come se fosse un trofeo.

A impresa compiuta, sono andato a cercarmi un po’ di storia di questo piccolo grande bomber (per ora di provincia) e ho scoperto che fino a pochi mesi fa giocava nella seconda divisione olandese con la maglia del Volendam, in prestito dall’Inter, sua squadra del cuore. Perché era finito lì? Semplicemente non gli erano piaciute le offerte della B nostrana, giudicate poco coraggiose. Dell’Olanda, causa pandemia, ha visto poco, solo campi da calcio e il suo appartamento. Oltre a realizzare un mucchio di gol, a tempo perso e forse un po’ per noia, ha anche imparato a suonare il pianoforte e a parlare l’inglese.

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Samuele Mulattieri con la maglia del Volendam

Insomma, capacità più o meno grandi che in Italia, probabilmente, non avrebbe mai scoperto di possedere. Ma ciò che conta adesso è solo il fiuto per il gol. Il Crotone, che ha puntato quasi tutto su di lui (10 al ds Beppe Ursino), potrà goderselo per un annetto scarso, poi, Samuele, come tanti giovanotti di belle speranze, si prenderà il posto che non merita: in serie A con la sua Inter, come quarta o quinta scelta per l’attacco. Salvo sorprese, dovrebbe andare più o meno così.

Voto 10 a chi crederà davvero nel suo talento e alla noia che insegna sempre qualcosa di buono.

I nastrini di Taibi

Dopo l’addio dell’esageratamente cosentino Giuseppe Mangiarano, i quasi pieni poteri concessi dal patron della Reggina, Luca Gallo, a Massimo Taibi (direttore sportivo, responsabile del settore giovanile e in futuro, chissà, magari anche direttore generale o tagliatore di teste aziendale) dimostrano quanto nell’ambiente amaranto, al momento, regni un clima di consenso totale. D’altronde, all’ex portierone di Milan e Manchester United va riconosciuto il merito di aver evitato alla società una dura crisi economica, sbarazzandosi di tutti quei calciatori sotto contratto (che lui stesso aveva ingaggiato) dallo stipendio alto ma dal rendimento scadente.

I risultati, oggi, si vedono tutti: la squadra di Aglietti è forte, più leggera di testa e di gambe. La vittoria convincente al cospetto della forte Spal (2 a 1) firmata Hetemaj e Montalto, dice che il primo posto in classifica non è lontanissimo. La domanda, quindi, è d’obbligo: questo gruppo può arrivare in serie A? Per sapere cosa ne pensa il popolo reggino, si potrebbero commissionare un paio di sondaggi ad aziende di settore. Col serio pericolo, però, specie di questi tempi, di creare pericolosi entusiasmi e aspettative esagerate. Meglio, per ora, affidarsi solo alle certezze del presente e chi vivrà vedrà.
Finale con nota triste e senza voto per la scomparsa del segretario della società amaranto Massimo Bandiera, giornalista e in passato dirigente anche di Siracusa e Cosenza calcio.

La giornata particolare di Goretti

Il giorno dell’addio amaro alla sua Perugia nell’estate 2020 fu sincero: «Retrocedere in C con questa squadra era un’impresa impossibile e noi ci siamo riusciti». A beneficio del Cosenza, bravo ad approfittare proprio del crollo inatteso dei grifoni per salvare una categoria che sembrava persa già a gennaio. Ma questa, ormai, è acqua passata. Oggi il direttore sportivo Roberto Goretti appartiene a un Cosenza nuovo di zecca, indicato dai bookmakers come la squadra materasso dell’anno. Insomma, un’altra impresa impossibile, di quelle però da capire come si deve prima che sia troppo tardi.

Sabato i “Lupi”, al cospetto del neo promosso Perugia e nel giorno del 59esimo compleanno di Donato Bergamini, hanno sfoderato una nuova prova tutta grinta e personalità, con un paio di giocate di classe sopraffina e qualche ingenuità da evitare (vedi Sy: timido, e Palmiero: espulso). Ne è venuto fuori un 1 a 1 meritatissimo e sofferto, riagguantato con i denti grazie a una prodezza del croato di proprietà della Reggina SuperMario Šitum, che così porta a quattro i gol, tutti in prestito, messi a segno dal Cosenza in questo torneo.

Roberto-Goretti-DS-Cosenza
Roberto Goretti, direttore sportivo del Cosenza

Per Goretti deve essere stata una giornata particolare, iniziata la notte prima dell’esame “Curi” quando è stato avvistato nel centro storico del capoluogo umbro insieme ai suoi amici di sempre. Un breve tuffo nel passato e poi il presente, lo stadio che conosce come le sue tasche e la soddisfazione, tenuta rigorosamente dentro, di aver messo in piedi dal nulla e con il nulla nel portafoglio, una squadretta da impresa possibile.

Voto 8 all’eurogol del pareggio e 10 al ds senza portafoglio.

Catanzaro e Vibonese in cerca d’autore

Il Catanzaro non decolla, la Vibonese nemmeno, ma poteva andare peggio. Lo so, più banale di così si muore, ma non trovo un modo diverso per riassumere la giornata delle due calabresi di C. I giallorossi – lo dicono tutti gli esperti della materia, perché non credergli? – lotteranno fino alla fine per la serie B. Al momento, però, non vincono.

Il pareggio 0 a 0 a Palermo (il terzo di fila che poteva essere una sconfitta se Brunori non avesse sbagliato un rigore) ha messo in mostra una squadra spuntata e poco cazzuta. Buona parte della tifoseria ce l’ha con il tecnico Calabro che, a sua volta, a un giornalista che gli ha chiesto se questo è il suo Catanzaro oppure no, ha risposto di no. Ad Andria, il suo collega della Vibonese D’Agostino ha salvato la panchina (1 a 1) all’89’ grazie a Sorrentino. Che farebbe anche rima, ma a guardare la classifica di poetico c’è poco.

Voto 5 alla Vibonese di D’Agostino e al Catanzaro di nessuno.

Schiaffi e donazione

Poche settimane fa era stato preso a schiaffi pesantemente da alcune persone nei pressi di un locale molto noto a Lamezia Terme. Addirittura qualcuno aveva parlato di dramma sfiorato, esagerando un po’. Protagonista della vicenda Felice Saladini, giovane presidente della nuova squadra di calcio cittadina che milita nel campionato di serie D. Pare che a molti non fosse andato giù il suo progetto sportivo (per la cronaca, oggi nel lametino le squadre di calcio sono ben cinque). Da allora di Saladini si è parlato poco e niente. Fino a oggi pomeriggio, quando don Fabio Stanizzo, anche a nome del vescovo Giuseppe Schillaci, ha ringraziato pubblicamente l’imprenditore per la donazione di 2.150 euro alla Caritas diocesana, incasso della partita Fc Lamezia-Rende di una settimana fa. Un modo originale per riportare la pace?

Voto 0 agli schiaffi, 10 alle donazioni intelligenti.

Torromino

In un periodo storico in cui i calciatori giocano ad alti livelli fino a 40 anni e i miei coetanei brizzolati con pancetta e parastinchi continuano a organizzare inguardabili partite di calcetto, c’è chi come Giuseppe Torromino (attaccante crotonese di 33 anni, promosso in serie B con la Ternana), nonostante un contratto di lavoro resistente, decide di svincolarsi e trasferirsi all’Us Livorno in Eccellenza. Che, per chi è poco pratico di categorie pallonare, è un po’ come se Amadeus lasciasse Raiuno per andare a condurre I soliti Ignoti su Teleuropa Network.

Ora, tornando a Torromino, le cose sono due: o si è stancato del professionismo e delle sue dinamiche stressanti e poco umane, o il Livorno, sponsorizzato addirittura dall’Università telematica Niccolò Cusano (fondata, guarda caso, dal presidente livornese della Ternana Stefano Bandecchi), gli ha offerto una barca di soldi. D’istinto, propenderei per la seconda ipotesi.

Voto 7- a Torromino per lo spirito aziendale, 10 a Bandecchi per quello ultrà.

Tour de Franz

Mi rendo conto che qui rischio di forzare un po’ la mano stravolgendo il senso di questa rubrica che è nata per parlare solo di sport. Ma quando ho visto l’ultimo progetto elettorale di Franz Caruso (candidato a sindaco di Cosenza in uno dei tanti schieramenti di sinistra, o pseudo tale, che dovrebbero sfidare la destra e invece la favoriscono), non ho resistito. Anzi, dopo lunga riflessione, mi sono addirittura convinto, probabilmente in malafede, che lo sport in questo discorso c’entra davvero qualcosa. Vabbè, vado al punto: l’avvocato cosentino ha lanciato a sorpresa il suo “Tour de Franz”.

In sintesi, il capitano del team PD-PSI percorrerà in bici la città, dividendo il suo percorso a tappe. Qui, si spera affiancato da gregari, ammiraglia e sanitari, potrebbe incontrare, nell’ordine, i suoi tifosi, il traffico, le buche, l’immondizia, qualche topo e magari anche un paio di avversari, come ad esempio i sinistri Bianca Rende e Valerio Formisani, candidati come lui. E chissà che, in un epico momento di fatica in stile Coppa Cobram, con almeno uno di questi non si riesca a riproporre il celeberrimo scambio della borraccia tra Coppi e Bartali.

Voto 6- allo spin doctor di Caruso, 10 alla borraccia (preferibilmente non avvelenata).

Francesco Veltri

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