SPORTELLATE | Dazn elettorale e Modesto fa Oronzo Canà

Il telecronista commenta il progetto del nuovo stadio e fa infuriare uno dei due sfidanti del ballottaggio a Cosenza. Il Crotone trionfa e Modesto esulta come Oronzo Canà. Galabinov trascina la Reggina, Catanzaro avanti tutta con 3 vittorie di fila. La Vibonese non è più ultima in classifica. Rivière staziona sulle spiagge della Martinica

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Dopo due settimane di pausa, torno a dare i voti alle partite, ma, ahimè, non solo di pallone. A Cosenza, infatti, in vista del ballottaggio per la carica di sindaco, il Francesco Caruso del centrodestra ha rispolverato un vecchio cavallo di battaglia del suo predecessore Mario Occhiuto: la costruzione del nuovo futuristico stadio cittadino. Un tormentone che va avanti da anni e che ritorna, puntualmente.

Dazn fa infuriare Franz

Insomma, tutto nella norma, se non fosse che durante la sfida tra il Cosenza e il Frosinone di ieri pomeriggio, il telecronista di Dazn, Giorgio Basile, ha pensato fosse opportuno rammentare il progetto di Caruso con un ingenuo «se ne sono sentite tante di promesse di questo tipo in tutta Italia, speriamo che questa volta sia vero» .
Apriti cielo.
Il candidato sindaco del centrosinistra Franz Caruso, venuto a conoscenza della riflessione del giornalista in pieno silenzio elettorale, si è immediatamente rivolto alle autorità competenti, pubblicando poi a seguire un post di denuncia sul suo profilo Facebook: «Ennesimo maldestro tentativo di inquinare la competizione elettorale».

Un Dazn senza interruzioni prende le distanze

Per la cronaca politica e aziendale (perché di quella sportiva parlerò più avanti), va detto che Dazn ha preso le distanze dal suo dipendente, stavolta però – ed è qui a mio avviso la notizia vera – in tempo reale e senza alcun ritardo di connessione. Come andrà a finire, invece, la vicenda tra i due “carusi” non è dato sapere. Anche se, pensando a ciò che accade da tempo a livello nazionale, si può ipotizzare che il tutto verrà dimenticato. Probabilmente insieme alla costruzione del nuovo stadio.

Voto 3 a chi sostiene ancora che il calcio è solo un gioco.

Galabinov: l’uomo del monte ha fatto gol

Andrej Asenov Galabinov è un gigante bulgaro di quasi due metri. Carattere tosto e una passione per la montagna. Eppure – parole sue – in carriera si è quasi sempre ritrovato a giocare in città di mare. Sorrento, Livorno, Genova, La Spezia e Reggio Calabria sono solo alcune delle sue tappe da bomber. Arrivato in Italia nel 2005 grazie all’ingaggio del papà come allenatore della Pallavolo Modena, anno dopo anno ha collezionato tanta gavetta in C e B e alcune esperienze non troppo fortunate in A, specie nello Spezia (suo il primo storico gol degli “Aquilotti” nella massima serie).

Il gigante bulgaro Andrej Asenov Galabinov

In Liguria, appena un anno fa, stava andando tutto secondo i piani, poi un brutto infortunio e il pessimo rapporto con il tecnico Italiano, hanno frenato la sua convinzione di poter finire la stagione in doppia cifra. Ma è proprio grazie a quell’imprevisto che oggi la Reggina di Aglietti può goderselo da vicino. D’altronde, il direttore sportivo Massimo Taibi poche settimane fa era stato chiaro: «Se non avesse avuto guai fisici, oggi Andrej non sarebbe qui», con il mare sotto casa e l’Aspromonte a un tiro di schioppo.

Il presidente amaranto non si sbilancia

Ieri, con la sua quarta prodezza stagionale da bomber d’altra categoria, gli amaranto hanno affondato fuori casa (0 a 1) il Vicenza di Brocchi, mettendo a tacere i malumori della piazza per la deludente sconfitta di Pisa. Una vittoria che ha messo in evidenza ancora una volta la solidità difensiva del gruppo (7 reti subite) e – “Galagol” a parte – qualche problemuccio di troppo in attacco (tra i reparti peggiori del torneo). Il ritorno in campo di Menez, insieme alla crescita di Cortinovis e Rivas (tutti da 6 in pagella), da qui in avanti potrebbe portare dei benefici, anche se la sensazione è che per mantenersi nelle zone di vertice della classifica fino alla fine servirà qualcosa di più.

E quel qualcosa, ovviamente, può portarlo in dote Luca Gallo con i suoi investimenti nel mercato di gennaio. In settimana il patron, un po’ da filosofo consumato e un po’ da politico paraculo, ha entusiasmato il suo popolo così: «Di vita ne abbiamo una sola e, solo una volta, ho potuto comprare la Reggina. Se avessi cento vite, però, cento volte comprerei la Reggina». Reggina che, dopo le spese esagerate dei primi tempi, lo ha fatto anche diventare più saggio: «Lo scorso anno – ha ricordato – parlavo di serie A e ad un certo punto stavamo per retrocedere. Meglio quindi fare un passo alla volta».

Voto 8 al bomber mare&monti, 7+ al potere della saggezza.

 

Qualcuno dia un passaggio a Caso

Da bambino sognavo come tanti di diventare un calciatore famoso, un fuoriclasse. Facevo il fantasista e non passavo il pallone nemmeno per errore. Quando finalmente ho capito perché non funzionava, avevo qualche capello in meno sulla testa e un po’ più giù una pancetta niente male. Ora, io non voglio dire che Giuseppe Caso (voto 7 sulla fiducia) avrà una sorte simile alla mia, ci mancherebbe altro. Già il fatto che a 22 anni giochi in serie B con il 10 sulle spalle mentre io alla sua età ero perennemente in debito d’ossigeno in Prima Categoria, è roba di cui andare fieri fino alla pensione, se non oltre. Resta, però, nella mente quel maledetto vizio che mi perseguitava e che – ormai è chiaro anche ai suoi parenti più stretti –perseguita il funambolo silano. Ed è un vero peccato perché della partita tra Cosenza e Frosinone (1 a 1), lui è stato ancora una volta un protagonista indiscusso con un rigore procurato (e trasformato da Gori, da 7- insieme a Carraro e Tiritiello) e tante altre buone giocate individuali. Almeno fino a inizio secondo tempo, quando gli applausi del pubblico bruzio, si sono trasformati in mugugni, qualche fischio e frasi non adatte ai minori di 14 anni.

Il numero 10 dei Lupi, Giuseppe Caso, durante la partita Cosenza-Frosinone

Lo scugnizzo di Torre Annunziata ha un limite

Poco prima che lo squadrone di Fabio Grosso ricevesse un bel pacco regalo confezionato da Vigorito (voto 5 nonostante una bella parata su Canotto), lo scugnizzo di Torre Annunziata era stato capace di mandare all’aria in modo fastidioso almeno due ripartenze in superiorità numerica, sempre per via di quell’ossessione da supereroe di sfidare il mondo tutto da solo con le maniche della maglia arrotolate.

Ma la colpa del pari ciociaro non è sua

Ovviamente, la colpa del pari ciociaro non è soltanto sua (le immancabili distrazioni difensive, le assenze per infortunio e il solito calo fisico a centrocampo sono concause), ma c’è sullo sfondo l’amarezza per un limite che non si riesce proprio a superare di uno dei migliori della rosa rossoblù e forse del campionato intero. Toccherà per forza di cose a mister Zaffaroni, a Goretti e magari a qualche bravo analista, il compito di trovare le parole giuste per far comprendere al ragazzo che la differenza tra un fuoriclasse e un buon calciatore, sta proprio nella capacità di controllo del proprio talento. In sintesi: Caso, se vuole, ha tutte le qualità che servono per portare in alto i “Lupi” e sé stesso. Molto prima che stempiatura e pancetta decidano di palesarsi in modo irrimediabile. Basta solo volerlo veramente.

Voto 2 alle mie ambizioni giovanili, 6- all’ennesima occasione mancata dal Cosenza.

Modesto e quella gioia alla Oronzo Canà

Per gli amanti de “L’allenatore nel pallone” e del 5-5-5 di Oronzo Canà (alias Lino Banfi), consiglio di vedere e rivedere l’esultanza scomposta di Francesco Modesto al termine di Crotone-Pisa (2 a 1). Un’esibizione piuttosto sgraziata che però dice tanto, più di quanto già si sapeva, sullo stato emotivo del giovane condottiero rossoblù, osannato a inizio stagione dai suoi superiori e giunto probabilmente fino a ieri pomeriggio a pochi passi da una pericolosa crisi di nervi.

Un balletto alla Oronzo Canà per l’allenatore del Crotone, Francesco Modesto

È vero, gli sono servite otto partite per vincerne almeno una (la prima da allenatore cadetto), ma la sensazione è che lo scontro con la capolista possa essere la svolta tanto desiderata, lo sblocco psicologo che allontana un esonero che era dato da molti ormai per certo. Stavolta, a differenza del recente passato, l’ex terzino sinistro di Genoa, Parma e tante altre è riuscito ad associare il bel gioco alla concretezza sotto porta.

Ovviamente deve dire grazie ai suoi ragazzi per l’impegno, in special modo a Zanellato (che dovrebbe giocare sempre dal primo minuto) e Mulattieri, quest’ultimo bravo a vincere il duello a distanza con Lucca, cannoniere come lui del campionato che nelle ultime settimane è diventato inaspettatamente il principale oggetto del desiderio dei migliori top club del Paese, quasi come un Calenda al ballottaggio romano per le amministrative.

Il Crotone da’ il primo dispiacere stagionale alla capolista

Insomma, il Crotone che ha dato il primo dispiacere stagionale alla capolista toscana, sembra aver trovato la ricetta giusta per non sprofondare. Non so se alla lunga riuscirà a mettersi alla pari delle altre grandi del torneo, ma è evidente che qualcosa di nuovo si sta finalmente muovendo. A tratti, lo ammetto, ho temuto che Modesto potesse fare la stessa fine del fin troppo aziendalista Roberto Occhiuzzi, fatto passare un anno fa dalla dirigenza del Cosenza calcio come un nuovo Guardiola per poi finire rottamato come un Pirlo qualunque. Per ora il pericolo dalle parti dello “Scida” è scongiurato, ma guai ad abbassare la guardia.

Voto 4 agli allenatori che si fidano troppo dei loro datori di lavoro.

Questo Catanzaro fa paura

Una domenica così in serie C non si vedeva da mesi: Catanzaro e Vibonese vittoriose e convincenti. Impossibile criticarle. Ma, com’è giusto che sia, parto dalle “Aquile” di Calabro, capaci di rifilare tre gol al temibile Taranto (con Cianci, Vandeputte e Vázquez). Dopo un avvio di campionato problematico in zona offensiva, i giallorossi con tre successi di fila (8 reti all’attivo e una sola al passivo) stanno dando ragione a chi sosteneva che sarebbero stati loro i rivali principali del Bari per la corsa alla promozione diretta in B. Bravi anche i ragazzi di D’Agostino che superando in casa 2 a 0 il Latina (Golfo e Spina), hanno raggiunto due obiettivi di non poco conto: il primo successo stagionale e la fuga dall’ultima posizione in classifica. Ovviamente, visti i disastri recenti, nulla è ancora risolto, ma col buonumore, forse, si può iniziare a pensare a un futuro migliore.

Voto 10 a tutte e due.

Il contratto di Rivière

La breve parentesi crotonese di Emmanuel Rivière, sarà giudicata nei secoli come una specie di mistero buffo non adatto ai duri e puri del pallone.
Attaccante franco-martinicano che in piena pandemia salvò coi suoi gol il Cosenza dall’inferno della C, nella città pitagorica si è rivelato una vera e propria scheggia impazzita. Un gol all’esordio in serie A e poi il nulla assoluto, condito da tanti infortuni e altrettante panchine. A fine torneo, dopo la retrocessione degli “Squali” in serie B e con ancora un anno di contratto da smaltire, l’ex Monaco e Newcastle se n’era tornato nella sua casa natale a godersi – beato lui – le ricchezze naturali del posto e quelle materiali del suo portafoglio, a quanto pare sconfinate. Il Crotone lo aveva aspettato invano per l’intera estate, fino a decidere poi di intavolare trattative a destra e a manca per la sua cessione. Tutto questo senza consultarsi col diretto interessato, il cui smartphone dicono squillasse sempre a vuoto, anche e soprattutto nelle ore cruciali del calciomercato.

Guarascio lo avrebbe ripreso, ma a costo zero

Si diceva addirittura che il proprietario del Crotone Gianni Vrenna per la sua cessione avesse chiesto un milione di euro, una cifra scoraggiante per chi come il presidente del Cosenza Eugenio Guarascio, voleva riportarlo gratuitamente in riva al Crati. Vabbè, insomma, tutto questo pippone per dire che tre giorni fa il Collegio arbitrale della Figc ha accolto la richiesta del Crotone di chiudere il contratto con Rivière “per grave inadempimento dello stesso, così dichiarando l’interruzione del rapporto per fatto e colpa del tesserato a decorrere dal 13 agosto 2021”.
In conclusione, da adesso in avanti, per il mondo del calcio, Rivière sarà ricordato come un goleador piuttosto bravo che, a un certo punto della sua carriera, a un oneroso stipendio nella ridente Calabria ha preferito le spiagge caraibiche di casa sua. Verrebbe da esclamare “chiamalo fesso”. Ma non lo faccio.

Voto 9 a chi può permettersi il lusso di non emigrare per campare.

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