Limbadi, Il diritto di non soffrire due volte

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Il nostro Pelaia ha con chiarezza ed equilibrio riassunto la vicenda di Limbadi, che vede sottratto alla detenzione in carcere con la concessione degli arresti domiciliari un condannato a 10 anni, coinvolto nella vicenda che ha visto morire bruciato un giovane e rischiare la stessa fine suo padre. Il provvedimento del giudice è debitamente motivato: età avanzata (75 anni) e una caterva di patologie, probabilmente quelle di cui soffrono centinaia di migliaia di anziani.

Note ai margini del diritto

Cosa dire? Il provvedimento del magistrato è insindacabile, ma qualche considerazione che non necessita di aver sottomano le famose “carte” è consentita: il rapporto tra criminale e vittima è sempre squilibrato, naturalmente a svantaggio della vittima. La vittima, va da sé, perde la vita. Il criminale, invece, capitalizza anche le “patologie” che – senza riferimento al nostro caso – possono essere certificate se vere o se debbono sembrare vere. Il criminale in qualche modo fa pagare anche un prezzo al suo contesto familiare o sociale, a patto che questo contesto non ne sia la puntuale e fedele replica, come molto spesso accade; la vittima affonda nel dolore la sua famiglia, dolore che non ha il possibile temperamento consentito al delinquente, se ben attrezzato di certificati e “patologie”, bronchite cronica compresa che è una sorta di orpello immancabile.

Il dolore di una famiglia

Insomma, tornando al caso specifico di Limbadi, una mamma straziata dalla perdita del figlio e dalla violenza che ha rischiato di mandare all’altro mondo anche il marito, dopo una lunga stagione di minacce e intimidazioni, è la sola a perdere senza sconti e senza comprensione. Poi, giacché chi perde è meritevole di qualche pena aggiuntiva, la giustizia (con la g minuscola) decide che la famiglia della vittima merita di vedere il delinquente vicino di casa, vecchio (a 75 anni!), a rischio di Covid come circa 60 milioni di italiani, plurimalato, affacciarsi al balcone giusto per prendere una boccata d’aria. In attesa che l’aria la possa prendere dove più gli aggrada perché se uno è vecchio e malato a 75 anni lo sarà ancor di più tra due o tre anni. Alla faccia della Giustizia (con la G maiuscola).

 

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