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Su ICalabresi di oggi i lettori trovano la richiesta per aiutarci con un finanziamento volontario, da pochi euro in su, per sostenere un’informazione sempre più libera da ogni condizionamento. Lo avremmo fatto comunque.  Ma le ultime vicende  – che hanno visto il cambio del CdA della Fondazione e del suo presidente, anche direttore di questo giornale che però abbiamo tenuto quanto più possibile distinto e distante dalla proprietà della società editricenon possono passare sotto silenzio.

In molti, sulle nostre pagine social e con messaggi privati, hanno manifestato solidarietà verso la squadra de ICalabresi. Una forza che smentisce la profezia di un cronista che prefigurava, cito a memoria, un esito letale per chi avesse provato a fare un giornalismo libero, cioè il solo che abbia dignità e utilità sociale.

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Il direttore de “I Calabresi”, Francesco Pellegrini

A tutti coloro che ci hanno scritto per dirci sostanzialmente “andate avanti, resistete e non rinunciate ad una battaglia di libertà e dignità” posso solo dire: grazie, grazie, grazie e contate su di noi.
Per natura non sono catastrofista, perché ICalabresi sono riusciti ad avere l’attenzione e il consenso di oltre 2milioni di lettori in Calabria, in Italia e in Europa, con qualche fastidio non di poco conto. E quindi siamo consapevoli che noi non vogliamo “fare la guerra a nessuno“ ( essere liberi e onesti non è una replica bellica modello Putin) ma certo non saremmo passivi e inerti nel caso qualcuno avesse la tentazione di farci chiudere.

Siamo convinti che la solidarietà che abbiamo avuto ad ora da un importante gruppo editoriale in Calabria – nel silenzio di tanti colleghi e poi politici, amministratori, sindaci e i cosiddetti stakeholders – si replicherebbe pari pari a livello nazionale, dove abbiamo guadagnato apprezzamenti, collaborazioni non ostentate, oltre a un numero rilevante di lettori, che costituiscono la maggioranza del nostro totale.

I lettori? Patrimonio più grande per I Calabresi

Torniamo alla campagna di autofinanziamento. Essa serve a renderci più forti e liberi, non meno responsabili e severi specie con noi stessi. Lo fanno in tanti tra i giornali italiani e internazionali, perché essa è un ulteriore presidio dell’indipendenza della stampa, perché è un modo, non il solo, che fa contare i lettori più degli editori a scarso tasso di
affidabilità democratica e in Calabria in particolare dei poteri pubblici o occulti (ma è difficile spesso distinguere gli uni dagli altri) che la mattina vogliono svegliarsi, prendere un caffè e non trovare sul computer o sulla carta stampata qualche sgradita sorpresa.

Ecco noi non vogliamo affatto rinunciare, se è necessario e se c’è una notizia verificata, a rendere meno scontato il loro risveglio. Sono fiducioso che i nostri lettori e sostenitori comprendono il nostro ricorso motivato al contributo, pur modesto, economico e che quindi aderiranno numerosi. Comunque noi de ICalabresi siamo e saremo grati a tutti, in ogni caso.

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