Se piove in Italia, in Calabria è tempesta

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L’ Italia si salverà per virtù propria o non si salverà. Il vincolo esterno è scaduto. Dopo due anni e mezzo di bufera (…) immaginare che la mitica Europa si appresti a soccorrerci appare irrealistico. Nessuno vuole e (quasi) tutti temono la bancarotta dello Stivale.
Ma veri o presunti donatori di sangue per le casse e le istituzioni italiane non si vedono all’orizzonte.
Questa lunga ma assai chiara citazione è tratta da un articolo di Lucio Caracciolo pubblicato oggi sulla Stampa.

La marginalità crescente del Sud 

È un peccato ma anche segno di una marginalità crescente del Sud il fatto che il quotidiano di Torino come altri quotidiani nazionali non vengano più distribuiti nelle nostre edicole.
Non è una scelta immotivata da un punto di vista economico considerando il tasso basso, il più basso d’ Italia, di lettori calabresi che si recano in edicola per acquistare un quotidiano.
Un cenno a Caracciolo prima di commentare il suo pezzo. Anni fa con la Fondazione Giuliani provammo a realizzare un evento che si sarebbe replicato ogni anno e che toccasse i temi della geopolitica, naturalmente presieduto da Caracciolo. Alla fine l’editore del Gruppo l’Espresso fece marcia indietro.

La tempesta perfetta

Dunque nell’ analisi di Caracciolo e non solo si prevede in autunno una tempesta perfetta. Crisi economica, sociale, debito pubblico il cui rifinanziamento già oggi costa 19 miliardi di euro in più, taglio reale dei salari con la tassa occulta chiamata inflazione.
Dove pensate che questa “tempesta” faccia più danni. Certamente si farà sentire in tutto il Paese, non più tutelato in sede comunitaria, ma i danni maggiori li farà sulle regioni più fragil, con bassi indici di occupazione stabile, con molto precariato e salari di fame, con un tessuto produttivo reso più vulnerabile dalla mafia e dai suoi alleati con i colletti bianchi.

La peggiore classe politica

È l’Italia intera che affronta la più grave crisi dal dopo guerra. Con una classe dirigente politica, nella definizione di Concita De Gregorio, sempre sulla Stampa, che è “la peggiore della storia repubblicana”. Voi, cari lettori, pensate che la nostra politica sia di diversa grana, più efficiente, votata al bene pubblico, incorruttibile?
Bene, allora state tranquilli. Dal governatore Occhiuto a scendere avete come garanzia parlamentari tutti d’un pezzo, mai saltellanti da uno schieramento all’altro, sindaci di alto profilo, anche se non appare, insomma il meglio del meglio. Un po’ stagionati perché sono sempre più o meno gli stessi ma come si dice: chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia non quella che trova.
Saggezza popolare, peccato che la “vecchia”, in senso anagrafico e di permanenza al potere, guasti ne ha già fatti tanti in tempi normali, non è detto che non li replichi con maggiore tasso di pericolosità in tempi non normali ma eccezionali.

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