Conte a Cosenza, bimbe e brigogna

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Poiché non è utile parlare di politica quando le persone cominciano a non poterne più e contano i giorni che mancano alle elezioni comunali a Cosenza e alle Regionali per disintossicarsi, scriverò di “metapolitica”. Si tratta di una variante che può rappresentare, oggigiorno, la classica boccata d’aria fresca e pulita. Un’analisi razionale di quel che viene “dopo” e “oltre” la politica.

La politica fuori dai politologi e politicanti

Insomma, non si espelle la politica, cosa che sarebbe ad un tempo impossibile – “tutto è politica” – e sbagliata. La si narra al di fuori del perimetro occupato o dai politici di mestiere o dai politologi di professione, in modi più vicini alla realtà sociale ed agli umori delle persone.
Un argomento che può essere affidato all’analisi metapolitica, ad esempio, è il linguaggio, il modo, la gestualità con il quale oggi si svolge il contatto diretto tra politico e cittadini elettori.

Conte prestigiatore fra destra e sinistra

Nei giorni scorsi l’ex presidente del Consiglio Conte, al termine di un tour in Calabria, è venuto a Cosenza, nel cuore di corso Mazzini. Le parole di oratore e ascoltatori si sono inevitabilmente confuse. Mentre sciorinava frasi e slogan – che non avendo alcun riferimento a Cosenza sembravano buone per tutte le occasioni e per tutti i luoghi, da Vipiteno a Modica – Conte è stato accolto dalle urla di donne estasiate dalla “bellezza” non delle succitate parole ma da quella dell’uomo, proprio il soggetto che è riuscito a guidare il Governo più a destra e quello apparentemente più a sinistra della Repubblica. Il soggetto che  – come un prestigiatore –  ha infinocchiato il Pd che si è subito affrettato a definirlo il proprio leader preferito.

Le bimbe di Conte e quelle di Silvio

Le donne hanno accompagnato le parole del prof Conte con urla da stadio, con esibizione di eccitata e disinibita partecipazione. Compiaciute di essere chiamate e identificate come le “bimbe di Conte”.
Per onestà, Conte con le bimbe ha introdotto una specie di relazione paterna o paternalistica con le sue fan. In passato Silvio Berlusconi esibiva la sua vocazione al machismo erotomane ad onta della vegliarda età e proponeva a mamme, single e nonne improbabili fidanzamenti. E Salvini da parte sua si compiace di fare selfie con donne, uomini, bimbi che immagino guarderanno le foto leghiste con orgoglio padano (più pregiato di quello dei sudisti, che sono stati solo da poco ammessi nel novero degli umanoidi).

Cchi brigogna (che vergogna)

Dunque tornando a Conte, il prof “bello” per grazia ricevuta dalle “bimbe”, azzimato e abbigliato come si conviene a “un fico”, le nostre concittadine hanno riempito di cori da stadio il suo soggiorno cosentino. Politica niente, proposte zero e idee poche, impegni di carta, ma sfoggio ed esibizione di bellezza a gogò.
Ora citando il Quotidiano del Sud, ci piace concludere con le parole della collega, bravissima, Annarosa Macri: «Che poi nel nostro piccolo a destra e soprattutto a sinistra – lasciami sdrammatizzare – ne abbiamo visto di meglio, di assai più fascinosi e soprattutto senza l’ orrida pochette. Cchi brigogna, come ci siamo ridotte».
Confermo: cchi brigogna come ci siamo ridotti! Sciuaddru mia.

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