Racket del cemento: undici persone nel mirino della Dda

Estorsione, intimidazioni e turbative d'asta. Tutte le accuse a carico del gruppo di Varese sospettato di legami con le 'ndrine del Tirreno reggino

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«Attento, che non ti salta per aria quella betopompa là, che prende fuoco». E ancora: «Ti prende fuoco l’impianto…».
Con queste parole, undici indagati per racket in provincia di Varese minacciavano la concorrenza. Ciò allo scopo di costringere altri imprenditori a garantire loro l’aggiudicazione di appalti e servizi edili e movimento terra.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Saronno (Varese), coordinate dalla Dda di Milano, sono iniziate nel settembre del 2017.
I militari sono risaliti al gruppo criminale, con base nei comuni di Cislago, Saronno e Gerenzano. I componenti di quest’ultimo risulterebbero legati a cosche della ’ndrangheta del versante tirrenico dell’estrema provincia reggina.
Gli indagati avrebbero inoltre manipolato anche aste immobiliari, gestite dal Tribunale di Busto Arsizio (Varese), riuscendo a spaventare e allontanare altri possibili acquirenti.
L’accusa poi riguarda un’estorsione di 60 mila euro al proprietario di una concessionaria d’auto, il quale si sarebbe trovato costretto a dare denaro al gruppo dopo essere stato minacciato con una pistola puntata alla nuca.

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