Anziani tra urine ed escrementi: la casa di riposo lager a Reggio

Arresti, deferimenti e una lunga lista di presunti orrori ai danni degli ospiti di una struttura abusiva nel cuore della città dello Stretto. L'inchiesta "La Signora" nasce dalla morte sospetta di un paziente

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Tutto nasce dalla morte di un anziano, avvenuta circa un anno e mezzo fa. Ma il corso delle indagini ha svelato ai carabinieri del NAS uno scenario da incubo. Un lager. Questa era la vera connotazione della casa di riposo abusiva scoperta a Reggio Calabria.

Un lager a Reggio Calabria

Agli arresti domiciliari due donne, titolari di una casa di riposo abusiva, e tre loro dipendenti. L’indagine condotta dal NAS su coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, contesta agli indagati i reati di maltrattamenti verso conviventi e abbandono di persone incapaci, aggravati dall’aver causato la morte di un ospite. Altri 7 soggetti sono stati deferiti in stato di libertà per diversi illeciti penali.

I Nas hanno svolto l’inchiesta – denominata “La Signora” – tramite intercettazioni telefoniche e l’acquisizione delle cartelle cliniche, nonché ispezioni igienico sanitarie, pedinamenti e osservazioni.

Il decesso a fine gennaio

Le investigazioni nascono dalla querela di una donna il cui marito, affetto da malattia neurodegenerativa, era deceduto dopo un periodo di degenza presso la casa di riposo oggetto di indagine. Un episodio che avviene alla fine del gennaio 2021.

Gli investigatori ipotizzano che l’uomo sarebbe stato vittima di maltrattamenti e abbandono che avrebbero causato un peggioramento irreversibile della sua condizione clinica fino a giungere al decesso.

La lista degli orrori nel lager di Reggio Calabria

Le indagini individuano almeno 15 anziani che avrebbero subito i maltrattamenti all’interno della casa di riposo abusiva. Malnutriti, peraltro con cibo di pessima qualità o scaduto. Anziani che erano quasi tutti allettati, ma fatti rimanere in ambienti freddi, senza riscaldamento né acqua calda.

Proprio quest’ultimo dettaglio ha portato gli inquirenti ad accertare anche le normali pratiche igieniche personali e degli ambienti, che sarebbero risultate totalmente assenti. Gli anziani sarebbero stati costretti a espletare i propri bisogni su sé stessi e sul letto dove dormivano. Costretti a dormire tra le loro feci e le loro urine, alcuni di loro si sarebbero anche ammalati di scabbia.

Gli aguzzini, per non essere disturbati, avrebbero anche somministrato arbitrariamente medicinali e psicofarmaci, sostanzialmente per sedare e drogare gli ospiti, in modo che non chiedessero neanche un bicchiere d’acqua. Tra questi farmaci anche l’Entumin, che appartiene alla categoria degli antipsicotici. Farmaco di vecchia generazione, con possibili effetti di natura cardiaca e renale anche mortali.

Soggetti già con precedenti specifici

La casa di cura abusiva ritenuta un lager dagli inquirenti si trova in una zona molto centrale di Reggio. Le persone coinvolte avrebbero già dei precedenti specifici, avendo già in passato realizzato delle case famiglia non a norma o non autorizzate.

Le titolari, in concorso con la cuoca ed altra dipendente, sono indagate anche per il reato di epidemia colposa in quanto avrebbero agevolato il propagarsi di un focolaio Covid tra gli ospiti. Un’epidemia scoppiata in un momento in cui il virus mordeva ancor più duramente e celata in tutti i modi non solo ai familiari delle vittime e all’Azienda sanitaria, ma anche agli altri dipendenti.

Altri due dipendenti sono indagati per sostituzione di persona. Avrebbero fatto credere ad una anziana signora intenzionata a lasciare la casa di riposo, di parlare al telefono con il figlio, che la rassicurava sulla “buona qualità” dell’assistenza e degli operatori che la curavano. Mentre, in realtà, dall’altro capo del telefono vi era un dipendente.

La geometra indagata

Oltre alle cinque persone finite agli arresti domiciliari, nell’inchiesta “La Signora” figurano altre sette persone. Tra queste anche una geometra reggina, deferita a piede libero per falso ideologico. Avrebbe attestato requisiti che l’immobile dove sorgeva la casa di cura abusiva non aveva.

Nel dettaglio, la geometra avrebbe messo nero su bianco l’esistenza di quattro distinte casa-famiglia, che rispettavano i requisiti minimi strutturali. Circostanza destituita di fondamento che ha portato i carabinieri a sequestrare la casa di riposo-lager, con il trasferimento degli ospiti in altre strutture a norma. Ponendo così fine a un incubo durato anni.

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