Portaborse “portavoti”: la Regione e il ritorno degli amici

Tra strutture dei consiglieri e co.co.co in arrivo la nuova infornata di esterni nominati dalla politica per ricompensarli del sostegno in campagna elettorale

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Con l’insediamento del nuovo consiglio regionale uscito dalle urne il 4 e 5 ottobre si manda in soffitta l’undicesima legislatura della Calabria. Un’esperienza da record sotto molti punti di vista. La prima che ha visto una donna sedere sullo scranno più alto dell’Assemblea, Jole Santelli, scomparsa dopo neanche un anno dall’elezione. La prima legislatura nata e cresciuta in piena pandemia e durata appena 18 mesi (anche questa è una prima assoluta).
Una esperienza da record anche per ciò che riguarda portaborse e co.co.co. Nell’ultimo anno e mezzo l’Ufficio di presidenza e le strutture del consiglio regionale sono costati la bellezza di 5 milioni 172mila euro.

Gli incarichi lampo

Facciamo due conti. Solo i lavoratori con contratti di collaborazione che nel 2020 si sono succeduti alle dipendenze dei gruppi consiliari sono stati 233 e sono costati 597mila euro. Nel 2021 qualcuno si è perso per strada e ne sono rimasti 179, per un spesa complessiva di 253mila euro. Tradotto in soldoni: 850mila euro in appena 18 mesi.
La tipologia e la durata degli incarichi lasciano qualche dubbio: i più impegnativi durano 5 mesi, quelli più sbrigativi appena 17 giorni.

Anche i compensi in questi 18 mesi oscillano parecchio. L’ultimo in classifica intasca 296€ contro i 17mila del primo arrivato che, ovviamente, è una vecchia conoscenza della tecnocrazia calabrese. Si chiama Flavio Cedolia, rendese, nel 2012 direttore generale di Fincalabra e commissario liquidatore dell’Arssa nel 2013.
Fortuna che non ci sono malelingue e oppositori politici a commentare questi dati. Altrimenti avrebbero potuto interpretarli come una sorta di ricompensa post-elettorale per ripagare gli amici.

Portaborse o portavoti?

Nei corridoi di Palazzo Campanella c’è sempre stato un gran via vai di segretari, autisti, portaborse, collaboratori più o meno esperti. Gli ultimi 18 mesi non fanno eccezione. La legge consente agli eletti di assumere personale esterno pagato dalle casse pubbliche e i consiglieri non fanno altro che usare uno strumento del tutto legittimo. Chiarito questo punto, andiamo a vedere chi sono i collaboratori che hanno sostenuto un Consiglio convocato in poco più di quindici occasioni, quasi solo per gestire l’ordinaria amministrazione. E come in un elenco che dovrebbe comprendere tecnici o chauffeur la politica faccia spesso capolino.

Mogli, mariti e possibili ripescaggi

Non essendo stato riconfermato non potrà più accontentare i suoi grandi elettori, il consigliere uscente di opposizione, Graziano di Natale, che ci aveva mostrato come fosse possibile infilare nella sua struttura fino ad otto componenti con un compenso mensile variabile tra i 1400 e i 1700 euro.

Tra segretari particolari, responsabili amministrativi, collaboratori esperti e autisti, in un anno e mezzo si sono succeduti Ilaria De Pascale, vicesindaco di Lago, Chiara Donato, consigliere comunale di Paola, Francesco Città, ex segretario del Pd di Paola, Vanessa Franco, presidente del consiglio comunale di Roseto Capo Spulico, Sonia Forte, ex assessore di Morano Calabro. Per tutti un lungo curriculum da esperti in campagne elettorali.

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Il consigliere regionale uscente Graziano Di Natale

Resterà a casa anche il consigliere di minoranza Giuseppe Aieta e, come lui, anche il suo segretario particolare Matteo Viggiano. Quest’ultimo, consigliere comunale di Bonifati, dovrà rinunciare ad un mensile di 3.300 euro. Lascerà sul piatto 1.400 euro, invece, il sindaco di Acri, Pino Capalbo, prima autista poi promosso da Aieta collaboratore esperto. In passato per pochi mesi nella stessa posizione lo aveva preceduto sua moglie.

Fuori dal risiko delle nomine a chiamata anche il consigliere uscente Dem, Carlo Guccione che lascia a casa l’assessore di Aiello Calabro, Luca Lepore. Niente di più facile, però, che Lepore venga ripescato dal neo-eletto Pd, Franco Iacucci, che di Aiello Calabro è sindaco.

Si resta in famiglia?

Chissà se la moglie dell’uscente Luca Morrone, Luciana De Francesco, appena eletta in quota Fdi, rinnoverà il contratto di collaborazione a miss Cotonella Calabria 2015, Annalisa Torbilio. Annovera nel cv anche una partecipazione a Temptation Island nel 2019. O se deciderà di mantenere l’ingegnere Santo Serra, già candidato alle amministrative di Cosenza del 2011 con i socialisti dell’avvocato Paolini. Poi deve essere rimasto deluso ed è passato dall’altra parte.

De Francesco potrebbe inoltre contare su Paolo Cavaliere (vicesindaco di Fuscaldo), Pietro Lucisano (ex consigliere comunale di Rossano e consigliere alla Provincia di Cosenza) già “testati” dal marito come responsabili amministrativi al 50% e su due autisti d’eccellenza come Franco Piazza, che in Consiglio c’era già con papà Ennio, e Williams Verta, che si è fatto le ossa alla guida dei giovani di Forza Italia a Cosenza.

Chi fa tris

Nicola Irto si appresta ad inaugurare la sua terza legislatura consecutiva sotto le insegne del Pd. Se lo farà nel segno della continuità dovrebbe riconfermare per la terza volta consecutiva il suo autista Francesco Foti e l’ex coordinatore del Pd reggino, Girolamo Demaria, segretario particolare al 50%.

Terzo ingresso a Palazzo Campanella anche per Mimmo Bevacqua, sempre Pd, che dovrà decidere se confermare i suoi storici collaboratori: l’autista Raffaele Morrone, (già consigliere comunale di Acri) e i segretari particolari al 50% Gianpaolo Grillo e Gianmaria Molinari, questo ultimo figlio del potente direttore generale della Provincia di Cosenza ai tempi di Oliverio, Tonino Molinari, poi sbarcato alla corte del sindaco Occhiuto fino alla dichiarazione di dissesto del Comune bruzio.

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Mimmo Bevacqua

Un giro nella struttura di Bevacqua in qualità di autista se lo è fatto pure Mario Aragona, segretario del movimento civico “Insieme Libera-Mente Insieme” di Montalto Uffugo vicino alla corrente Zonadem. Quella di Bevacqua, ovviamente. Come responsabile amministrativa spazio a Maria Luisa Cennamo, figlia del sindaco di Cetraro, Ermanno Cennamo. Per l’assessore del comune di Aprigliano, Giulio Le Pera, invece, il ruolo di segretario particolare al 50%, fresco di assoluzione dall’accusa di abuso d’ufficio nell’attribuzione di incarichi pubblici.

I figli so’ piezz’e core

Incetta di “parenti” per l’uscente Sinibaldo Esposito (Casa delle libertà) che ha ospitato Marco Polimeni, già consigliere comunale di Catanzaro e figlio del conduttore televisivo Lino, e Alessio Mirarchi, figlio del consigliere comunale di Catanzaro Antonio Mirarchi coinvolto nell’inchiesta Gettonopoli. Senza dimenticare Francesco Lobello, padre di Alessandra Lobello, assessore al Turismo sempre del comune capoluogo di Regione.

Tra i collaboratori esperti fa capolino l’avvocato Nunzio Sigillo, parte del collegio difensivo nei processi Stige e Timpone Rosso. Di questi tempi, un buon penalista può fare comodo. Per tutti, una paga intorno ai 1.700 euro mensili.

Giù dal Carroccio

Non siederà più tra i banchi del Consiglio, Pietro Molinaro e così toccherà trovare nuova collocazione ai suoi ex collaboratori Antonio Mondeta, (presidente regionale di Lega Consumatori), al consigliere comunale di Acri in quota Lega, Marco Abruzzese, all’ex consigliere provinciale Lucantonio Nicoletti e a Carmine Bisignano, figlio dello storico sindaco di Bisignano, Umile, nonché fratello di Stefania Bisignano, candidata del Carroccio uscita sconfitta alla ultime comunali.

Ha sfatato il vecchio luogo comune “donne al volate pericolo costante” il consigliere Giuseppe Graziano scegliendo come autista prima Giusi De Luca e poi la moglie di Diego Tommasi (ex assessore regionale all’Ambiente) Ester Bernabò. Alla corte di Graziano anche il collaboratore esperto recordman di “incassi” Flavio Francesco Cedolia.

Il futuro

Per la legge regionale 13 del 2002, (“le spese organizzative, di rappresentanza, di aggiornamento e documentazione, riconducibili esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti all’attività del Consiglio regionale), ad ogni singolo consigliere spettano 8.159,76 Euro annui. In totale fa 1 milione e 264 mila euro in cinque anni.
Con decorrenza 27 marzo 2020, l’ufficio di presidenza del Consiglio Regionale, inoltre, ha rideterminato il tetto massimo di spesa per il personale dei gruppi consiliari in 1.328.671,78 euro annui (42.860,38 euro a consigliere).

Ancora non è dato sapere come si determinerà il prossimo consiglio regionale a riguardo. Ma, viste le sfide che ci attendono e le risorse del PNRR che dovrebbero arrivare, sarebbe forse utile, spendere più soldi per aggiornare il personale interno. Acquistare dotazioni tecnologiche magari, investire in formazione. Stabilire che nelle strutture dei consiglieri lavorino dipendenti regionali. E non ricompensare più i mestieranti delle campagne elettorali, siano essi grandi o piccoli elettori.
Se il nuovo presidente eletto Roberto Occhiuto vuole che la Calabria sia davvero la regione “che l’Italia non si aspetta” potrebbe partire da qui.

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