Leo Battaglia alla Regione: è successo davvero

Le sue campagne elettorali negli ultimi anni sono diventate un cult in Calabria, ma la poltrona in Consiglio regionale era rimasta sempre un miraggio. Ora però il leghista di Castrovillari arriva a Palazzo Campanella lo stesso, grazie a un incarico da 100mila euro

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Migliaia di litri di vernice dopo, in barba agli scettici o a chi nutre ancora fiducia nella politica, è successo: Leo Battaglia è alla Regione. In fondo mancava solo lui al variopinto campionario di portaborse, autisti e assistenti più o meno capaci transitati negli anni dalle strutture dei consiglieri a Palazzo Campanella.

Dai muri al gemello

 

Il percorso per il leghista con la passione per la vernice è stato lungo. Ha iniziato come imbrattatore seriale di muri, disseminando i suoi “Leo Battaglia alla Regione” nelle strade e gallerie di metà provincia di Cosenza. Ma la poltrona in Consiglio è rimasta un miraggio. Ci ha riprovato poi sdoppiandosi, ispirandosi forse al grande successo nelle sale cinematografiche di The Prestige. Come il protagonista della pellicola, il buon Leo può contare su un gemello e lo ha sfruttato in campagna elettorale: lui andava da una parte, magari accompagnando l’amato Salvini; il fratello andava da un’altra a far campagna elettorale spacciandosi per quello candidato.

I santini anti covid

Neanche quello è bastato. Così come finire sui giornali di tutta Italia quest’estate, quando ha pensato bene di lanciare dal cielo sulle spiagge (e in mare) buste di plastica con dentro l’invito a votarlo e una mascherina chirurgica. I cittadini, privi di fantasia, invece di ringraziarlo ed eleggerlo lo hanno preso per uno scemo che inquinava e provava a farsi pubblicità perfino col covid. Salvo imprevisti, ci toccherà attendere cinque anni per ammirare la sua nuova trovata.

La "mascherina elettorale" protagonista dell'ultima campagna elettorale di Battaglia
La “mascherina elettorale” protagonista dell’ultima campagna elettorale di Battaglia

Leo Battaglia alla Regione

Ma cotanto genio non farà mancare il suo contributo fattivo alla nuova maggioranza approdata alla Regione. Nel giorno della vigilia di Natale, infatti, il Burc ha fatto dono ai calabresi di questa rassicurante notizia: fino al 4 ottobre del 2026 Leo sarà a carico loro.
La consigliera leghista Simona Loizzo lo ha scelto infatti come responsabile amministrativo al 50% della sua struttura. Significa che dividerà con un pari ruolo lo stipendio che gli competerebbe se rivestisse da solo l’incarico.

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La leghista Simona Loizzo

Quasi 100mila euro per lui

E a quanto ammonta il salario in questione? Poco meno di 20.400 euro all’anno, che calcolati dal suo ingresso nello staff della Loizzo fino alle prossime elezioni fanno circa 98.000 euro. I primi 500 li prenderà per questo scorcio di dicembre, 20.400 per i successivi tre anni, e 15mila e rotti dal primo gennaio 2026 al termine della consiliatura.

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