Geni, zampogne e fritture: i cv dei candidati alle Regionali

Chi si presenta alle elezioni ha l'obbligo di pubblicare il proprio curriculum vitae: una raccolta delle perle dichiarate dagli aspiranti consiglieri per raccontarsi agli elettori

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Il dono ce lo ha fatto la legge “Spazzacorrotti” voluta dall’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede. Obbliga ogni candidato a qualsiasi elezione, eccetto quelle dei piccoli Comuni, a mettere online, al massimo due settimane prima del voto, il certificato penale e il curriculum vitae. A campione, come fosse un sondaggio, abbiamo dato un’occhiata ai cv dei quasi 500 candidati che si contendono un posto all’interno del consiglio regionale della Calabria. Ne sono venute fuori delle perle che restituiscono un quadro singolare, più antropologico che politico, della varia umanità che si presenta come potenziale protagonista della vita pubblica calabrese. Eccone alcune.

Baby democristiani

Molti cv, piuttosto che un riepilogo schematico come da formato europeo, sono brevi scritti spesso coniugati in prima persona. È il caso di due seguaci di Carlo Tansi candidati nella lista “Tesoro Calabria”. Pietro Lirangi (circoscrizione Nord) fa sapere: «La mia attività politica nasce in tenerissima età, avevo nove anni quando frequentavo la DC di Bisignano, l’attività organizzativa, che poi, anche per merito della mia professione, ha fatto sì che mi sono sempre trovato in prima linea con impegno e dedizione con occhio vigile al bene comune e al servizio di tutti, specialmente delle classi più deboli». La prosa di Lucia Quattrocchi (circoscrizione Sud) è più fluida, ma ci permette di sperare che in consiglio regionale arrivi una «liturgista, cantante, direttore, gregorianista, citarista, salmista, suonatrice di tuba, zampognara, insegnante di Religione da circa 22 anni».

Chi lo ha più lungo

Lo stesso ex capo della Protezione civile ha ripercorso in 7 pagine tutte le sue skills, comprese le attività di conferenziere, le apparizioni televisive e l’impegno nel Rotary Club di Rende. Ma se Tansi si è spesso vantato di avercelo lungo (il curriculum) c’è chi lo ha superato di brutto: Daniele Nicola, ingegnere di Petilia Policastro candidato con la Lega, ha avuto bisogno di addirittura 40 pagine per elencare tutte le sue esperienze.

Di tutt’altra pasta, anche se il partito è lo stesso, il mitologico Leo Battaglia. Già agente immobiliare, imprenditore nel settore dell’arredamento e «responsabile per la Calabria» del mensile di annunci gratuiti “Leo Business”, il noto lanciatore di mascherine in mare tiene a far sapere che il nonno è stato «il primo farmacista di Castrovillari» e che, da «cattolico praticante», lui è stato «per anni chierichetto nella Parrocchia della S. S. Trinità». Nel collegio Nord dovrà vedersela con un altro leghista promettente: Santo Capalbo, imprenditore agricolo e della ristorazione, nonché vicepresidente della società sportiva “Tiro a volo”, ha fatto dei corsi di ausiliario del traffico e di «Sefty e Securiti» (testuale).

Piatti caldi e freddi

L’Udc ha riversato i cv di tutti candidati in un unico file di 150 pagine, 26 delle quali occupate da Giuseppe Graziano, già generale del Corpo forestale e capogruppo uscente in consiglio regionale. Ma c’è anche Filippo Scalzi, dipendente Arsac, che oltre a dichiarare la militanza nel movimento giovanile Dc si proclama «poeta dialettale ed autore di testi di musica popolare», nonché di 22 poesie diventate «canzoni musicate» depositate presso la Siae.

Almeno 7 candidati dello scudo crociato, nella sezione dedicata a capacità e competenze varie, riportano la stessa formula copiaincollata. Ma per chiudere degnamente il capitolo centrista va segnalata, nella lista di Coraggio Italia (Centro), la candidata Denise Priolo che tra le «altre capacità e competenze» include «cucina e tavola calda, piatti caldi e freddi, friggitoria».

Nel Pd c’è il 43enne Gianluca Cuda che tra le esperienze lavorative, oltre all’essere socio di una società di recupero metalli, inserisce per lo più incarichi di partito o istituzionali come segretario provinciale del Pd catanzarese, sindaco di Pianopoli, componente dello staff del presidente della Provincia di Catanzaro e presidente delle sezioni locali di Emergency e dell’Avis (in teoria sarebbe volontariato).

Cuda ha un diploma da geometra, ma come titolo di studio si fa notare un altro volto noto del centrosinistra che oggi è candidato con Mario Oliverio nella circoscrizione Sud: Francesco D’Agostino, patron dell’azienda “Stocco & Stocco”, è stato consigliere comunale, provinciale, nonché vicepresidente del consiglio regionale, ma ha solo – non è l’unico tra i candidati – la licenza media.

Neurogenetica e cittadini per antonomasia

Nel M5S si fanno notare il vibonese Domenico Santoro che da architetto illustra le sue attività professionali con un «curriculum grafico» e l’ufficiale dell’Esercito Nicola Vero che, oltre alle missioni militari in Italia e all’estero, specifica nella sezione hobby di aver viaggiato molto per il mondo in Harley Davidson e in Jeep off-road, nonché di essere istruttore di nuoto e body building.

Restando nella coalizione di Amalia Bruni emerge come diversi candidati della lista che porta il suo nome pare abbiano avuto rapporti di lavoro o di volontariato con il Centro di neurogenetica da lei diretto. E spicca nella circoscrizione Sud Antonino Liotta, che scrive nella presentazione di essere «cittadino dello Stretto per antonomasia» e, nel cv, include tra le esperienze l’aver vissuto e lavorato per 6 mesi in Irlanda, l’essere stato studente Erasmus a Siviglia per 4 mesi, l’essere ippoterapista, donatore di sangue dal 1988 e volontario Unitalsi.

Quel gran genio di Talarico

Il gradino più alto del podio lo guadagna senza dubbio la lista “Dema” (circoscrizione Nord) di Luigi de Magistris. Ugo Vetere, avvocato e sindaco di Santa Maria del Cedro, nella voce «attività e interessi» inserisce solo di essere «tifoso Juventino». Ma il capolavoro situazionista lo ha senza dubbio compiuto un altro volto noto della politica regionale, il rendese Mimmo Talarico. Già nel 2006 «è promotore dei comitati a sostegno di Luigi de Magistris che si oppongono al trasferimento del pm ad opera del Ministro Mastella».

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La conclusione del curriculum, aggiornato a poche settimane fa, di Mimmo Talarico

Sempre «su indicazione» del sindaco di Napoli alle Regionali del 2010 viene candidato «come indipendente nell’Italia dei Valori a sostegno dell’imprenditore Pippo Callipo e risulta eletto». Si definisce «tra i più produttivi consiglieri regionali» nella legislatura 2010-2014. Specifica di avere due lauree e altrettanti Master, di lavorare all’Unical come Responsabile amministrativo gestionale della Scuola Superiore di Scienze delle amministrazioni pubbliche». Ma soprattutto Talarico, chiudendo il suo curriculum, si proclama solennemente «uno dei più grandi pensatori del ‘900». E poi c’è chi parla di cervelli in fuga dalla Calabria.

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