Cosenza, vandali in azione contro La Terra di Piero

Scritte razziste sui muri della sede di una delle realtà cittadine più impegnate nel sociale, l'autore ripreso dalle telecamere

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Che la mamma dei cretini sia sempre incinta è cosa nota, un po’ meno che uno dei suoi figli prediletti metta in mostra le proprie doti a colpi di spray nel cuore di Cosenza. Il giovane, però, ha tenuto a farlo notare questa notte quando, incappucciato, ha pensato bene di nobilitare il muro esterno della sede de La Terra di Piero con una sua opera.
Al cospetto della parete immacolata ha vacillato: «Qui aiutano le persone, cosa scrivere di assurdo per omaggiare mia madre?». Ci fosse stata un’invasione aliena nel Savuto avrebbe potuto optare per un «Marzi ai marziani», ma – trovandosi nel capoluogo – ha dovuto ripiegare su un meno fantascientifico «Cosenza ai cosentini». L’artista – ha assicurato la madre, contattata per l’occasione – ha origini di Creta che rivendica con orgoglio.

La scelta del luogo non appare casuale. L’associazione in questione, fiore all’occhiello della città, è impegnata, tra le tante iniziative, fin dalla sua fondazione in progetti di solidarietà nel cuore dell’Africa. Il legame col continente nero avrà probabilmente stimolato il genio creativo dell’improvvisato Banksy de’ noantri. E così, quando in giro non c’era più nessuno, ha voluto lasciare il segno del suo passaggio, un po’ come fanno i cani quando vedono dei bei fiori e hanno la vescica piena.

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Scritta apparsa a novembre sulle sponde del Crati

I tempi cambiano

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Ci sono fasci e fasci

Sembrano finiti i tempi in cui era la poesia a trionfare in città, come l’ormai scomparsa «Rainer Maria Rilke regna!» impressa sulle lamiere di un cantiere al confine con Rende. Oggi tira vento da destra anche qui, tant’è che qualche mese fa lungo le sponde del più noto fiume cittadino qualche ragazzino nostalgico di epoche per lui remote – ma non delle lezioni di storia e geografia alle scuole elementari, è evidente – ha vergato «Il Crati mormorò: “non passa lo straniero”». Mentre sul muretto dietro via Miceli non c’è più nemmeno il celebre manifesto dell’antifascismo ortofrutticolo militante dei cosentini: «L’unico fascio ca mi piacia è chiru ‘i vruocculi ‘i rapa».

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Omaggi sulle pareti della città

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