Consiglio regionale: un anno e mezzo che «si illustra da sé»

Dopo un anno e mezzo si chiude una legislatura trascorsa per due terzi in regime di prorogatio. E in cui chi siede in Aula Fortugno non ha brillato nel legiferare, tra norme scandalo, decisioni obbligate e ritocchini qua e là

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Il 3 e il 4 ottobre si vota per rinnovare il consiglio regionale della Calabria, decaduto all’indomani della scomparsa della presidente Jole Santelli.
Gli ultimi dodici mesi di amministrazione regionale, sono trascorsi in regime di prorogatio e a stipendio pieno –  sotto la guida del presidente ff, Nino Spirlì. In questo contesto, gli unici atti che la legge consente di emanare, sono quelli indifferibili caratterizzati da somma urgenza.

E difatti, la maggior parte dei 113 provvedimenti licenziati da questa assemblea legislativa, sono riconducibili all’ordinaria amministrazione: approvazioni di rendiconti finanziari, presa d’atto di indirizzi della Unione Europea, approvazione dei bilanci di previsione degli enti strumentali o delle società partecipate dalla Regione più una infinità di proroghe a scadenze prodotte dall’emergenza Covid. Non fanno eccezione neppure atti datati nel tempo e dal forte valore simbolico come la liquidazione di Calabria Etica e dell’Afor, slittati a data da destinarsi.

Per il resto, lo spartito seguito durante questa consiliatura è rimasto sempre lo stesso sin dai primi atti. E di rado è andato oltre le formalità: proclamazione degli eletti, nomine e surroghe nelle commissioni.

Un passo avanti e uno indietro

L’undicesima legislatura sarà ricordata per l’approvazione all’unanimità della legge sulla doppia preferenza di genere e sulla parità di accesso alle candidature tra uomini e donne.
La legge, attesa da almeno cinque anni, è arrivata dopo una diffida del Governo che “sollecitava” la Calabria ad adeguarsi alla legislazione nazionale. Con la nuova normativa, nessun genere potrà essere rappresentato nelle liste elettorali per oltre il 60%.  E si possono esprimere due voti di preferenza per candidati di sesso diverso.
La proposta di legge era stata presentata dai consiglieri Tallini, Minasi, Vito Pitaro, Aieta, Pietropaolo, Arruzzolo, Francesco Pitaro, Crinò, Graziano, Anastasi.

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Domenico Tallini (Forza Italia)

Sempre Tallini, il plenipotenziario forzista nel capoluogo di regione, è tra i protagonisti di un pasticcio legislativo difficile da dimenticare. È il 26 maggio del 2020 e Palazzo Campanella approva all’unanimità la legge sull’estensione del beneficio del vitalizio ai consiglieri regionali decaduti. Un provvedimento che «si illustra da sé», come lo definì presentandolo all’aula Fortugno il consigliere Graziano (Udc), approvato in meno di due minuti senza ulteriori discussioni o chiarimenti.
Siamo in piena pandemia e la notizia deflagra a rete unificate. La pressione mediatica provocata da una ondata di indignazione popolare è tale che i consiglieri sono costretti a fare rapidamente dietrofront. E dopo appena una settimana la legge viene abrogata.

Così come viene cassata, ma questa volta in silenzio e senza troppo clamore, anche la legge regionale 25/2009 che regolamentava le “Elezioni primarie per la selezione dei candidati alla presidenza della Regione”. La motivazione sempre nelle parole di Tallini: «L’abrogazione comporterà un notevole risparmio alle casse della Regione».

Il Consiglio fa marcia indietro

Alla chetichella vengono anche emendate una serie di leggi promulgate nel corso della legislatura con un fine lavoro di taglio e cucito semantico.
Legge regionale sulle Pro Loco:

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Alla legge per la “Promozione dell’istituzione delle Comunità energetiche da fonti rinnovabili” si aggiunge la parola “anche” all’art. 2 così da non limitare il potere delle Comunità energetiche alla sola iniziativa dei soggetti pubblici. Via la frase “zone archeologiche” dalla legge che istituisce il “Consorzio Costa degli Dei”: la materia è di competenza dei Beni Culturali, meglio evitare sovrapposizioni.

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Ritocchi per il Governo

Taglia di qua, aggiusta di là. Il lavoro di adeguamento delle norme regionali alla legislazione nazionale è continuo. Su impulso della Giunta regionale, il Consiglio approva la modifica dell’art. 14 della Legge 21/12/2009 per le “Attività di sviluppo nel settore della Forestazione”. Una rettifica dovuta all’illegittimità della norma così come intesa in Calabria per l’esercizio della delega delle funzioni amministrative sull’area del demanio marittimo.

Per evitare una impugnativa del Governo – il Consiglio aveva “dimenticato” di fare riferimento al codice degli Appalti – viene modificata anche la legge regionale 23/4/2021 (“Disciplina delle modalità e delle procedure di assegnazioni delle concessione di grandi derivazioni idroelettriche della Regione Calabria”).

Via di bianchetto anche per la legge 20/12/2012 “Istituzione dell’Arsac e disposizioni in materia dello sviluppo dell’agricoltura”. Onde evitare richiami del Governo per la mancata composizione del Comitato tecnico di indirizzo previsto dalla legge, il Consiglio abroga la figura del comitato stesso: problema risolto.

Una sola legge di sinistra

Porta la firma di Graziano Di Natale l’unica legge presentata da un esponente di minoranza e approvata all’unanimità dal consiglio regionale. La norma “Disposizioni per garantire condizioni controllate e/o sicure in ambito ospedaliero tra degenti e familiari” punta a istituire un protocollo operativo che garantisca accessi regolamentati ai reparti Covid e al contempo consenta di alleviare le sofferenze dei degenti.

Se il farmacista è meglio di un caposala

Nonostante non rivesta il carattere della necessità e dell’urgenza, trova l’approvazione dell’aula la “norma per l’utilizzo dei farmaci nelle strutture pubbliche e private” promossa da Giannetta, Anastasi e Arruzzolo.
La norma introduce la figura di un farmacista abilitato nelle strutture sanitarie per l’approvvigionamento, allestimento e somministrazione dei farmaci all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private.

«Allo stato attuale, infatti, nelle strutture sanitarie i caposala infermieri – si legge nella relazione descrittiva – , al di fuori delle loro competenze, detengono un armadio farmaceutico e dispensano i farmaci. Questa anomala situazione comporta un costo elevato per il sistema sanitario perché i frequenti errori nella gestione, somministrazione e controllo della terapia farmaceutica possono provocare danni ai pazienti, aumentare i giorni di ricovero, non garantire prestazioni sanitarie ottimali e aumentare gli oneri a carico del sistema sanitario calabrese».
Una legge, a detta dei firmatari, che non comporta alcun aggravio per le casse regionali ma che forse peserà sui bilanci delle strutture sanitarie con i conti già in rosso.

Liquidazioni lunghe per enti strumentali e comunità montane

Il consiglio regionale è intervenuto con una legge ad hoc per impedire che la liquidazione delle comunità montane finisse in un indistinto pignoramento di massa. L’iter legislativo è partito dopo che i creditori di una comunità montane del reggino avevano bloccato i conti di una comunità montana cosentina per il solo fatto che facevano riferimento allo stesso soggetto.
In questo caso, il Consiglio è intervenuto per ribadire che «sebbene il commissario liquidatore fosse unico, l’entità giuridica delle comunità montane è da considerarsi separata e nessuno poteva avanzare pignoramenti presso terzi».

Molinaro e la passione per l’agricoltura

Si concentra sui Consorzi di bonifica e sul patrimonio forestale, l’attività legislativa del leghista Pietro Molinaro. Forte del suo passato al timone della Coldiretti, il consigliere propone una modifica nella procedura di trascrizione – pubblicazione dei parametri dei contribuenti dei consorzi che ottiene il via libera dall’assemblea. Si passa così da una trascrizione e da una pubblicazione dei computi per ogni singolo consorzio a una sola pubblicazione per conto della Regione Calabria.

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Pietro Molinaro (Lega)

Disco verde anche per la modifica apportata alla gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale (art. 2 legge regionale 12/10/2021) che introduce la modifica dei piani di coltura per la sostituzione delle piante esotiche con specie autoctone. Via libera all’eradicazione delle piante non gradite, senza troppi problemi.

Più dettagliata la modifica e l’integrazione legislativa introdotta da Pitaro, Arruzzolo, Neri, Pietropaolo, Minasi, Graziano e Crinò alla legge regionale 30/4/2009 sull’esercizio delle attività formative previste per le aziende agricole.
Il consiglio regionale approva la sostituzione di “dieci ore obbligatorie di stage” con “l’impegno a presentare attestazione di formazione entro sei mesi dalla data della domanda di iscrizione”.

Questione di euro

Per dare una scossa al sistema produttivo regionale in piena emergenza Covid, su impulso del consigliere Pietropaolo viene approvato un provvedimento per lo “Sviluppo dell’industrializzazione e dell’insediamento dell’attività produttive”: tre milioni di euro da FinCalabra al Corap.

Commissioni

A rilento anche il lavoro delle commissioni consiliari. La più produttiva risulta la Commissione sanità. Che tenta più volte di introdurre un sussidio per i malati oncologici affetti da alopecia, senza riuscire però a fare approdare la discussione in Consiglio.
Ferma al palo la Commissione riforme, riunitasi solo nel luglio 2020. Nessuna proposta di rilievo dalle altre commissioni, neanche dalla commissione speciale contro la ‘ndrangheta. Eppure di stimoli ne avrebbe parecchi.

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Il consigliere regionale uscente Graziano Di Natale

L’attivismo in Consiglio è prerogativa della maggioranza, in questa legislatura l’opposizione è apparsa particolarmente sonnacchiosa e priva di mordente. Poche interrogazioni, interpellanze e mozioni. La palma del più sveglio alla new-entry Graziano Di Natale che ha presentato 69 interrogazioni e 22 mozioni. Eterea la presenza di Aieta: due provvedimenti in due anni.

Al Consiglio che uscirà dalle urne il prossimo 3 e 4 ottobre, l’incarico di vincere la sfida lanciata dai loro predecessori. A conti fatti, non dovrebbe essere un compito impossibile.

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