Amministrative Catanzaro: Salvini teme il flop, la Lega vira a sinistra?

Le Amministrative nel capoluogo sono alle porte, ma il Carroccio teme una batosta come quelle arrivate nelle altre città principali. Il dilemma del Capitano: buttarsi con Donato come vorrebbero Filippo Mancuso e i suoi, rinunciare al simbolo o rischiare una nuova debacle?

Condividi

Recenti

Proprio ieri Matteo Salvini si è detto particolarmente fiducioso per la crescita della Lega in Calabria. Un mantra che ama ripetere in ogni occasione possibile. Bisogna dirlo, a differenza di molti altri leader, Salvini in Calabria ci mette la faccia: incontra militanti e dirigenti, tenta di dirimere le (numerose) beghe interne, ha chiuso l’ultima campagna elettorale regionale il giorno prima del silenzio elettorale proprio in Calabria.
Insomma, Salvini alla Regione che lo ha eletto senatore (salvo poi venire scalzato dalla forzista Fulvia Caligiuri) ci tiene e non poco. Peccato, però, che l’elettorato abbia cominciato a non contraccambiare.

Un sindaco leghista? Reggio ha detto no

Nel settembre 2020, quando il vento leghista ancora spirava forte, Matteo Salvini tentò il colpaccio: piazzare un sindaco leghista a Reggio Calabria. Si scelse un tecnico d’area di origine reggina, con un forte legame con la Liguria del leghista Edoardo Rixi, fedelissimo dello stesso Salvini: Antonino Minicuci.
Il rientro dei mugugni del deputato Francesco Cannizzaro, che bramava per gli azzurri la sindacatura del post-Falcomatà, non bastarono per vincere. La Lega ottenne il 4,69% con 4.299 voti e un solo consigliere, a fronte dei 3 di Forza Italia (11,1%) e dei due di Fdi (7,1%).

minicuci
Antonino Minicuci

Insomma, il traino non c’è stato. E quel «ragazzino Falcomatà» pronunciato in diretta tv da Minicuci, ne fu il requiem politico-elettorale. Tornarono nel cassetto i sogni e le ambizioni di espansione leghista nei territori calabresi. Unica (e magra) consolazione? Aver conquistato “solo” la Taurianova di Spirlì.

Il deserto di Crotone…

A Crotone e a Cosenza si può chiaramente parlare di flop. Nella città pitagorica alle Regionali del gennaio 2020 la Lega ottenne oltre 3.000 voti e il 14,5% dei voti. Alle Comunali di settembre dello stesso anno, invece, 1.163 voti e il 3,6%, conquistando un solo seggio con Marisa Luana Cavallo. Il suo sponsor era l’ex segretario provinciale Giancarlo Cerrelli, poi uscito, unitamente alla consigliera eletta, dalla Lega in polemica con le scelte dei vertici. A non convincerli era l’aver visto dare sempre più centralità al commissario della Sorical, Cataldo Calabretta, divenuto poi commissario anche della Lega per la provincia di Crotone.

Le scelte politiche di Calabretta non furono elettoralmente lusinghiere, avendo puntato le sue fiches sull’avvocata Pina Scigliano, moglie dell’ex sindaco di Cirò Mario Caruso. La Scigliano ottenne poco più di 1.400 voti, ma a Cirò Marina non raggiunse le 400 preferenze. Lì la superò la forzista Valeria Fedele, che ne ottenne 561 senza aver messo piede in paese.

2021_salvini_calabretta_1200
Salvini e Cataldo Calabretta

Insomma, la Lega non cresce e perde pezzi a favore degli azzurri. Anche l’editore Salvatore Gaetano, big leghista nel 2020, si è poi candidato con FI l’anno successivo, divenendo consulente di Roberto Occhiuto per la comunicazione strategica del territorio.

…e il voto “disgiunto” di Cosenza

Alle Comunali di Cosenza, invece, la Lega ha ottenuto un misero 2,8% e 946 voti non eleggendo nessun consigliere comunale. Alle Regionali (tenutesi lo stesso giorno delle Amministrative) ha raccolto il 7,1% e 2.080 voti. Una differenza di voti quasi pari alle preferenze che ha racimolato in città (1.196) quella che è divenuta la capogruppo della Lega in Consiglio Regionale, Simona Loizzo. Circostanza curiosa che non ha impedito a Loizzo di prendere le redini del partito a livello provinciale, “epurando” l’area di riferimento dell’ex consigliere Pietro Molinaro (che ha fatto ricorso contro di lei per asserita ineleggibilità).

città-unica-cosenza-rende-simona-loizzo-i-calabresi
Il consigliere regionale della Lega, Simona Loizzo (foto Alfonso Bombini)

Proprio domani ci sarà la conferenza stampa delle nuove leve leghiste, con il neosegretario cittadino Davide Bruno – eletto consigliere comunale con l’Udc nel 2011 (fu anche assessore) e con “Forza Cosenza” nel 2016 – e quello provinciale Arnaldo Golletti, già segretario provinciale del Msi-Destra Nazionale.
Proprio quest’ultimo nel 2016 si lamentava della destra “inesistente”. In una nota dichiarò, infatti, che «correre senza simboli sembra essere una surrettizia forma di indipendenza, creata per avere mano libera nel futuro: tutto questo non va bene e rischia di vanificare le logiche politiche identitarie». Chissà se lo dirà a Filippo Mancuso, pronto nel capoluogo a coprire il Carroccio con qualche emblema civico.

Catanzaro, il fortino della Lega di Salvini

Il vento in poppa che soffiava sul simbolo della Lega due anni fa (con sacche di voto di simbolo e amministratori locali pronti a vestire le effigie di Alberto da Giussano) non c’è più. E la flessione di consensi non offre segni di inversione di rotta, tranne che nel capoluogo di Regione.
Alle elezioni regionali del gennaio 2020 la Lega prese 95.509 voti, con il 12,28%. Nella circoscrizione centro (Catanzaro-Vibo Valentia-Crotone) ottenne il 15,09%, con il picco nella città di Catanzaro con il 17% e 6172 voti. Di questi, 3.005 li portava in dote l’ex consigliere comunale (dal 2011, poi anche assessore) e provinciale (dal 2018) Filippo Mancuso. All’epoca era appena “zompato” sul Carroccio su indicazione di Sergio Abramo.

Filippo-Mancuso-catanzaro-salvini-lega
Filippo Mancuso (Lega) è il presidente del Consiglio regionale della Calabria

Nella successiva tornata regionale dell’ottobre 2021, la Lega sprofondò all’8,33% e 63.459 voti e nella circoscrizione centro scese al 9,45%. Nonostante la perdita di 7 punti percentuali, nel capoluogo di Regione il Carroccio ottenne il 10,28% con 3.257 voti. Quasi tutti (2.655) li ha portati il citato Filippo Mancuso, divenuto poi Presidente del Consiglio Regionale.
Certo, la Lega nel complesso ha cantato vittoria perché ha mantenuto quattro Consiglieri regionali (grazie al premio di maggioranza). Ma in vista delle elezioni amministrative di Catanzaro il timore di “pesarsi” rimane alto, non potendosi permettere percentuali da prefisso telefonico nel feudo del plenipotenziario Mancuso.

La soluzione anti-flop: a sinistra, ma senza simboli

Più che alla Lega, però, Filippo Mancuso, anche in vista delle Amministrative, sembra più affezionato alla sua lista civica “Alleanza per Catanzaro”.
Difatti, nel capoluogo, dopo la defezione dell’ex coordinatore cittadino Antonio Chiefalo (dimenticata la candidatura nel 2020 con la Lega è poi trasmigrato in Forza Italia, sostenendo Michele Comito alle Regionali 2021) e i risultati elettorali del commissario provinciale Giuseppe Macrì, è il presidente del Consiglio regionale ad avere carta bianca.

A sostenerlo, però, non vi sono leghisti doc, ma suoi personali fedelissimi. Qualche esempio? I consiglieri comunali Eugenio Riccio, eletto con il centrosinistra nel 2017 con “Svolta Democratica” di cui è stato capogruppo; Rosario Mancuso, già consigliere Udc nel 2012 e poi capogruppo di “Catanzaro con Sergio Abramo”; Andrea Critelli, eletto con “Federazione popolare per Catanzaro”. All’elenco si è aggiunto Antonio Mirarchi (già esponente di “Catanzaro da Vivere”, aveva il figlio Alessio portaborse di Baldo Esposito, fino alla non rielezione di quest’ultimo e alla rottura col gruppo in vista delle elezioni provinciali). Così come Cono Cantelmigià candidato presidente di Regione con il M5S nel 2014, divenuto responsabile amministrativo di Filippo Mancuso – e l’ex consigliere comunale di “Catanzaro con Sergio Abramo”, Francesco Scarpino.

comunali-catanzaro-fitta-rete-trasversale-valerio-donato-i-calabresi
Valerio Donato, professore all’Università di Catanzaro e candidato a sindaco

Insomma, una pletora di amministratori e politici locali che si troverebbe a disagio nel definirsi leghisti. Ma che troverebbe nel civismo la “scusa politica” per sostenere quel Valerio Donato che fino a ieri aveva la tessera del Pd ed era un notabile del circolo dem “Lauria” del centro di Catanzaro. Lo stesso Donato che, ancora oggi, pubblicamente nelle tv locali dichiara «ero e rimarrò un uomo di sinistra. Non ho modificato la mia ispirazione politica». Ecco perché, in attesa di sapere cosa deciderà Salvini, l’associazione “Alleanza per Catanzaro” del citato Longo ha già fatto pubblicamente un endorsement a Donato.

Mancuso, leghista ma non troppo

Il sostegno ad un esponente della sinistra cittadina (nel quale si riconoscono molti dem, tra cui il più votato in città alle scorse regionali: il sindacalista Fabio Guerriero) sarebbe un boccone troppo amaro per Matteo Salvini. Che si ritrova stretto tra il rischio flop al pari delle altre città (ma sarebbe troppo vicino rispetto alle imminenti elezioni politiche) e l’ipotesi Donato caldeggiata da Mancuso, mai più di tanto leghista.

Domenico-Furgiuele_catanzaro-salvini-lega
Domenico Furgiuele

Una terza ipotesi in campo è quella che si realizzò a fine 2019 a Lamezia Terme, città dell’unico deputato leghista calabrese, Domenico Furgiuele. Dopo gli attacchi dell’allora dirigente leghista Vincenzo Sofo al candidato sindaco del centrodestra Ruggero Pegna sulle sue idee sul tema dei migranti (con tanto di critiche a Salvini), il leader della Lega impose di non presentare alcuna lista. Decisione al quale Furgiuele si adeguò «non senza rammarico e travaglio interiore».

Furgiuele, invece, sul capoluogo oggi tace. Difficile, però, che un uomo di sinistra come Donato, che fino a qualche anno fa riceveva in Università a Catanzaro il ministro Andrea Orlando (esponente dell’area più di sinistra del Pd) insieme all’allora consigliere regionale dem Carlo Guccione bramando un posto alle politiche del 2018 (che andò poi al rivale di sempre, Antonio Viscomi), possa essere in linea con il sovranismo salviniano. La palla tocca ora, come si è detto, ai tavoli romani.

Sostieni ICalabresi.it

L'indipendenza è il requisito principale per un'informazione di qualità. Con una piccola offerta (anche il prezzo di un caffè) puoi aiutarci in questa avventura. Se ti piace quel che leggi, contribuisci.

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi in anteprima sul tuo cellulare le nostre inchieste esclusive.