Calabria spopolata: da qui se ne vanno tutti, migranti compresi

A Paludi chi ha lasciato il paese supera il numero dei residenti. Il Comune con più emigrati è Corigliano-Rossano. I dati dell'Istat fotografano una regione che perde sempre più abitanti

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I dati Istat che registrano la popolazione residente in Calabria parlano chiaro: dopo una crescita pressoché costante sino al secondo dopoguerra e la stabilizzazione tra gli anni Cinquanta e Novanta, a partire dal 1991 l’andamento è decrescente. E dal 2010 nella nostra regione è cominciata una costante caduta, che pare inarrestabile.

 

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La Calabria non cresce dal 1951

A confronto con le variazioni della popolazione italiana, quella calabrese registra in una sola occasione un divario positivo, nel censimento del 1951. Per il resto, il saldo ha assunto per ben tre volte valori negativi: nel 1971, nel 2001 e nel 2011. Il dato è, naturalmente, da mettere in relazione alla dinamica conseguente i fenomeni migratori che hanno interessato e continuano a interessare in particolare le regioni meridionali d’Italia.

 

Dove emigrano i calabresi

La destinazione prevalente per i calabresi è l’Europa (48,6%), seguita dall’America centro-settentrionale (33,7%). Se consideriamo il singolo paese, i calabresi sono presenti maggiormente in Argentina (24,1%). Il comune che presenta in Calabria il più alto numero di emigranti è Corigliano-Rossano (14.053). Se, invece, consideriamo il tasso di incidenza sulla popolazione residente quello di Paludi è il caso in cui gli emigranti superano la popolazione residente (1.972 rispetto a 1.007).
Dal 2006 la percentuale dei residenti all’estero è aumentata dell’82%: i connazionali all’estero sono ormai 5,6 milioni, di cui il 45,5% è ascrivibile alla fascia d’età tra i 18 ed i 49 anni.

La Calabria è una regione per over 65

E mentre coloro che sono nel pieno dell’età lavorativa e produttiva si allontanano dall’Italia e dalla regione, i dati sulla popolazione residente mostrano che la Calabria costantemente si sposta verso la prevalenza degli over 65: dal 17,1% (1961) al 22,6% nel 2021. L’indice di vecchiaia per la regione è oggi pari a 175, il che significa che ogni 175 anziani ci sono 100 giovani sino ai 14 anni. Il dato era pari a 102,6 circa un ventennio fa. Le implicazioni dal punto di vista sociale, istituzionale e politico che comporta questo slittamento verso la sempre più forte incidenza degli anziani sono evidenti.

L’indice di ricambio della popolazione attiva – che rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (60-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-19 anni) – è pari, in Calabria, a 138,5. Dal momento che la popolazione attiva è tanto più giovane quanto più l’indicatore è minore di 100, se ne deduce che quando nel 2002 lo stesso indice era pari a 50,9, il futuro pareva più roseo.

Un’ulteriore frenata per la Calabria

Le previsioni che l’Istat ha elaborato sulla popolazione nazionale e sulle dinamiche regionali all’orizzonte del 2065 non sono rincuoranti: si prevede una Calabria in ulteriore e drastica frenata rispetto ai rallentamenti di questi anni, con una popolazione pari a 1,2 milioni di abitanti. Se non intervenissero fattori di discontinuità rispetto al trend evidenziato, si registrerebbe, quindi, un’accelerazione in un tempo relativamente breve per i cambiamenti di natura demografica.

La popolazione straniera

Per quanto riguarda la popolazione straniera, in Calabria (dati aggiornati al primo gennaio 2021) gli stranieri residenti sono 102.302 e rappresentano il 5,4% della popolazione. Si tratta di un valore che, evidentemente, non corrisponde alla percezione – molto più ingigantita – del fenomeno, in tutta Italia.

Nel Rapporto 2021 “Italiani nel Mondo”, curato dalla Fondazione Migrantes, si sottolinea che la popolazione immigrata non cresce più. Parallelamente, quella autoctona si trasferisce all’estero, come attestano le cancellazioni dall’anagrafe per emigrazioni.

Nel 2019 in Italia tali cancellazioni sono state complessivamente 180mila, con un aumento del 14,4% rispetto all’anno precedente. In Calabria, 3 cittadini per ogni 1.000 residenti si trasferisce all’estero (la media italiana è 2,4). Tra le province calabresi, si distingue Cosenza, dove il dato sale a 3,6.

Da tener da conto anche i dati relativi alla migrazione interna: oltre 9 residenti su 1.000 lasciano la regione per trasferirsi al Centro-Nord.

 

Pur prendendo in considerazione dati sino al 2019 con l’intento di neutralizzare la particolarità dell’emergenza pandemica, il quadro delineato mette in luce che i fenomeni demografici presi in considerazione sono oggetto di tendenze consolidate negli ultimi due decenni.

La pandemia ha inciso sulla struttura demografica

Il 2020 e il 2021 sono stati certamente segnati dalla pandemia, che in qualche modo ha inciso sulla struttura demografica, sia in termini di una maggiore mortalità sia in termini di trasferimenti in altri territori determinati dalla emergenza sanitaria. In ogni caso, è dal 2010 che il movimento naturale della popolazione – determinato dalla differenza fra le nascite e i decessi in un anno – risulta essere un dato in caduta libera. E da molti anni ormai si sente il solito ritornello: cosa fare per invertire la rotta e frenare lo spopolamento in Calabria?

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