Pedofilia, gli orchi di Calabria nel dossier di Telefono Azzurro

Aumentano gli abusi sessuali sui minori in Italia. Ma la nostra regione è una di quelle dove si registrano meno episodi. A Lamezia e Catanzaro due centri per la cura di chi ha subito traumi così terribili

Condividi

Recenti

Abusi sessuali su minori e pedofilia, in aumento i dati relativi allo scorso anno per effetto dei vari lockdown dovuti alla pandemia, ma la Calabria risulta tra le regioni più virtuose da questo punto di vista. L’abuso sessuale è un fenomeno complesso e costantemente in evoluzione, il cui monitoraggio, spesso frammentario, non restituisce un quadro chiaro della situazione. Questo si deve soprattutto a due fattori: il web e la difficoltà di denuncia.

Il dossier di Telefono Azzurro e Palazzo Chigi

Il dossier di Telefono Azzurro, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, fotografa la situazione basandosi sui dati delle denunce e dei diversi monitoraggi effettuati lo scorso anno. Non tutte le segnalazioni e denunce passano attraverso Telefono Azzurro, che poi a sua volta segnala il caso alle autorità giudiziarie, ma anche direttamente da altri canali e forze dell’ordine. In ogni caso la differenziazione tra il web (online) e la vita reale (offline) è ormai parte integrante di qualunque dossier sul tema degli abusi sessuali sui minori, a testimonianza – l’ennesima – che i cambiamenti della tecnologia hanno modificato inesorabilmente anche i dati giudiziari e le analisi su certi fenomeni, oltre che la vita in generale.

Palazzo-Chigi-abusi
Palazzo Chigi

Non a caso la polizia postale da alcuni anni ha creato una sezione nazionale ad hoc, il Centro nazionale contrasto pedopornografia online, che grazie a un monitoraggio continuo focalizza l’attenzione sulla scoperta di siti e dinamiche che possano rappresentare fonte di pericolo nella navigazione dei più giovani. Una battaglia per cercare di prevenire, oltre che di contrastare, abusi sessuali sul web nei confronti dei minori, che si combatte a 360 gradi e su più fronti. Per quanto concerne i presunti responsabili dei casi di abuso sessuale online gestiti nel 2020, i dati mostrano come nel 58% dei casi ci sia di mezzo un estraneo mentre nel caso di abusi offline i responsabili sono nel 52,9% genitori o parenti.

I dati sugli abusi, regione per regione

Lo studio di Telefono Azzurro cataloga per regione di provenienza i casi di abuso sessuale offline gestiti sul territorio nazionale. Utilizzando questo criterio (l’informazione è disponibile per l’87,7% dei casi totali) emerge come nel 2020 le richieste d’aiuto arrivino in primo luogo dalla Lombardia (20%), dal Lazio (16%), dal Piemonte (10%), dall’Emilia Romagna (9%), dalla Campania (8%), dalla Liguria (8%) e dalla Sicilia (8%). Seguono il Veneto (5%) e la Toscana (3%). Le aree geografiche rimanenti, si legge nel documento, costituiscono una minoranza che va dal 2% (Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Trentino-Alto Adige) all’1% (Puglia e Umbria) del totale.

La Lombardia è in testa anche all’elenco delle regioni con più richieste d’aiuto per abusi sessuali subiti via internet. È da lì che proviene poco più di un caso su quattro: il 26% di quelli totali. Seguono l’Emilia Romagna (15,1%), la Campania (13,7%), il Veneto (11%) e il Lazio (8,2%). E poi, ancora, il Piemonte (5,5%), la Toscana (5,5%) e la Puglia (4,1%). Nel resto delle regioni si va dal 2,7% (Friuli-Venezia Giulia, Marche e Sicilia) all’1,4% (Calabria) delle richieste d’aiuto totali. Inoltre, l’1,4% delle richieste proviene dall’estero.

Caccia agli orchi

I dati apparentemente confortanti del report non fanno abbassare la guardia però a magistrati e forze dell’ordine calabresi. Tant’è che negli ultimi mesi non sono mancate le operazioni riguardanti la pedofilia e gli abusi sessuali, sia offline che online.

Lo scorso 4 novembre i carabinieri di Rende hanno arrestato il nonno 62enne di due bimbe che sarebbero state abusate dal 2015. L’uomo è stato poi posto ai domiciliari dall’autorità giudiziaria.
A Siderno nei mesi scorsi un 46enne è stato arrestato perché trovato in possesso di un migliaio di video di minorenni abusati sul suo computer dalla polizia postale, che lo stava seguendo già da alcune settimane.

A maggio scorso la polizia ha arrestato un 73enne di Paola per abusi sessuali ai danni di due sorelle minorenni. In manette anche una coetanea dell’uomo: la nonna delle vittime, che pare fosse al corrente degli abusi. Gli anziani sono finiti ai domiciliari con l’accusa di prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. L’indagine è scattata in seguito al tentato suicidio di una delle minori.

A Catanzaro un’indagine della polizia postale della scorsa primavera ha portato all’arresto di tre individui (uno a Reggio Calabria) e all’iscrizione sul registro degli indagati di 119 persone e di un altro centinaio residenti in tutta Italia. In totale le forze dell’ordine hanno sequestrato 230 dispositivi informatici e hanno individuato circa 28mila immagini e 8mila video dai contenuti pedopornografici.

Cosa fare in caso di abuso in Calabria

Oltre alla prevenzione e alla repressione della pedofilia e degli abusi sui minori, che presuppongono la massima attenzione da parte di tutti per far emergere i singoli casi da denunciare poi alle autorità, il fronte relativo alla cura successiva dei traumi subiti dai minori anche in Calabria ha un grande peso. Segnaliamo solo due associazioni fra le tante presenti sul territorio per fornire una direzione sul da farsi, una laica e una cattolica: la Casa di Nilla a Catanzaro e l’associazione Meter a Lamezia.

Don Fortunato Di Noto

La prima è il centro specialistico della Regione per la cura e la tutela di bambini e adolescenti in situazioni di abuso sessuale e maltrattamento. Grazie al suo approccio multidisciplinare, si legge sul sito, è l’unico centro nel suo genere nell’Italia meridionale. La seconda, opera del siciliano don Fortunato Di Noto e con sedi anche altrove, è un punto di riferimento nella difesa dell’infanzia per tutta la Calabria.

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi in anteprima sul tuo cellulare le nostre inchieste esclusive.