«Una regione con più scrittori che lettori»

La provocazione di Franco Arcidiaco, fondatore di Città del sole edizioni. Il mercato in crisi, la pandemia di mezzo, l'e-commerce. E i librai resistenti come Nunzio Belcaro da Catanzaro Lido

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«Noi crediamo fermamente che la Calabria possa uscire dallo stallo del basso indice di lettura solo se le istituzioni scolastiche si impegneranno una volta per tutte a creare dei percorsi di lettura tra gli studenti. Bisogna coinvolgere autori e editori locali. Ci stiamo muovendo in questa direzione sensibilizzando l’Ufficio scolastico regionale e le istituzioni. Confidiamo nell’attenzione della vicepresidente della Regione, Giuseppina Princi, della quale conosciamo le grandi capacità manageriali e la sensibilità verso il mondo della cultura».

Così spiega il suo punto di vista l’editore Franco Arcidiaco in relazione al fatto ormai consolidato per cui in Calabria, in media, si legga poco o nulla. Nel 1997 Arcidiaco ha deciso di coltivare la sua passione per la lettura e ha fondato Città del Sole Edizioni con la moglie Antonella Cuzzocrea. La casa editrice è presente, con propri stand, nelle più importanti fiere di settore, dal Salone del Libro di Torino alla Fiera Più Libri Più Liberi di Roma.

Covid e lettura

«I dati rilasciati dalle associazioni di editori – aggiunge Arcidiaco – non riguardano certamente la Calabria, che rimane sempre fanalino di coda (a livello mondiale) per indici di lettura. Sono più le persone che scrivono di quelle che leggono e comunque anche quelle che scrivono non comprano i libri degli altri». Poi l’editore continua: «La lettura in tempo di Covid si è sviluppata sui social, non certo sulla carta stampata. Noi da 5 anni abbiamo affiancato all’attività di produzione vera e propria, un’attività “sociale”. Abbiamo aperto in pieno centro a Reggio, lo “Spazio Open” che è un luogo dove ha sede la nostra casa editrice. Lì si possono anche comprare i nostri libri e si possono organizzare eventi culturali con una capienza di 80 posti in osservanza alla normativa vigente per la pandemia. Inutile dire che siamo stati fermi oltre un anno…».

Come funziona la filiera di vendita? «Il principale canale – dice Arcidiaco – è il nostro distributore che ha sede a Torino, poi vengono i grandi siti di e-commerce. Per fortuna abbiamo la vendita diretta nel negozio e nel nostro sito che ci consente di andare avanti. Le librerie on line comunque hanno il pregio di essere puntuali nei pagamenti e di garantirci una buona visibilità. La distribuzione assorbe il 60% del prezzo di copertina. Se aggiungi che il 10% va agli autori (come diritti) e il 30% non è nemmeno sufficiente per la lavorazione del prodotto, ecco che razza di business è il nostro… ci guida solo la passione».

La regione in cui si legge meno

Il punto è che non c’è nessuna politica regionale seria, secondo la critica letteraria Maria Franco, per favorire la lettura di qualità. Qui avremmo un numero di librerie tuttora alto rispetto ad altri territori. Lo stand che rappresenta la Calabria e i suoi editori alle giornate del Salone internazionale del libro al Lingotto di Torino, invece, è stato considerato non all’altezza. E importanti eventi storicizzati, che puntano sull’avvicinamento dei giovani calabresi a questo mondo, sono pure rimasti fuori dalla partita dei fondi per la cultura.

Lo scrittore Mimmo Gangemi
Lo scrittore Mimmo Gangemi – i Calabresi

Secondo l’Istat, quattro calabresi su 100 vanno in biblioteca almeno una volta l’anno (la media nazionale si attesta a 14 su 100) e i dati sulla lettura ci confermano anche nel 2020 in fondo alla classifica delle regioni italiane in termini di lettori di libri e quotidiani cartacei e online. «È molto triste che siamo ancora ultimi nonostante il presunto risveglio culturale», afferma sconsolato lo scrittore tra gli altri de La signora di Ellis Island, Mimmo Gangemi.

I numeri sulle vendite in libreria, infatti, in termini assoluti sembrano buoni e arriverebbero anche incoraggianti segnali di crescita dal mercato nazionale del libro. «Trovo interessante – afferma con sarcasmo il giovane scrittore Daniel Cundari il tema affrontato dal vostro giornale. Dopo tutto la Calabria resta sempre la regione più magica del pianeta, in tutto il suo realismo tragico. Dovremmo farci annettere da qualche Repubblica caraibica».

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Il poeta Daniel Cundari – I Calabresi

I libri che cambiano la vita

È ottimista sullo stato delle cose, invece, il libraio Nunzio Belcaro, quando spiega il suo punto di vista sulla nuova vita del libro, che appare rinato con la pandemia come hanno evidenziato negli ultimi grandi eventi le associazioni di settore. In un quadro regionale, invece, come abbiamo visto, caratterizzato da tendenze negative e mancate politiche di settore per aumentare i lettori. A Catanzaro Lido, da dieci anni, è iniziata la sua nuova avventura in una catena di librerie indipendenti: «Mi ha cambiato davvero la vita», ammette.

«Ho iniziato a lavorare con i libri nell’autunno del 2006. In verità tutto è cominciato a giugno dello stesso anno, quando decisi di dimettermi dal lavoro precedente e di aprire la mia prima piccola libreria indipendente, che, data la portata della pazzia, decisi di chiamare Don Chisciotte». Le cose sono andate meglio del previsto: «Siamo una sorta di catena ibrida formata da librerie indipendenti. Abbiamo un nostro supporto di vendita online che si chiama IoLettore, è una app in forte crescita. Tuttavia, è in libreria che ci giochiamo la nostra sfida principale ed è lì che sappiamo di poter offrire quel valore aggiunto che nessun canale online esistente e futuro potrà mai offrire».

La rivincita degli indipendenti

Secondo Belcaro, 43 anni, le vendite di libri nel 2021 e i comportamenti nati nel lockdown, fanno ben sperare, soprattutto, in una regione come la nostra in cui, in media e in termini assoluti, si legge poco e ancor meno si frequentano biblioteche e musei. Dunque, ai numeri diffusi sulla crescita nazionale, per comprendere meglio si deve affiancare una dimensione umana fatta di fatica e impegno. E originalità.

«È diventato un casino il mondo del libro, abbiamo una sola certezza per fortuna: il libro non morirà», ci dice Francesca Londino di Ferrari editore. Non è un caso che a crescere oltre all’online, siano state proprio le librerie indipendenti e di proposta. Quello che non funziona più è la libreria in stile supermercato, con commessi al posto di librai.

Sopravvivere all’e-commerce

«All’inizio è stata una scelta dettata dall’incoscienza. Unire una grande passione, quella dei libri, alle competenze commerciali che avevo accumulato dai precedenti lavori. Nel 2006 però tutto ciò che ruotava intorno al mondo del libro appariva nefasto. L’avvento degli ebook si pensava potesse far accadere la stessa cosa che era accaduta nel mondo della musica, dove i supporti fisici per ascoltarla venivano sostituiti dal digitale. E poi i grandi sconti della grande distribuzione, l’avvento dei primi e-commerce. Oggi posso dire che è stato giusto seguire quel sentimento, investire in una grande passione. Tutto ciò che appariva un incubo si è rivelato inconsistente. E il libro e le librerie indipendenti e di proposta come la nostra, hanno vinto», sostiene Belcaro.

Nunzio Belcaro sulla sua Vespa, pronto a consegnare libri – I Calabresi

Dopo la pandemia, per una serie di concomitanze favorevoli, ha visto la situazione «decisamente migliorare». La grande visibilità avuta dal libraio calabrese grazie all’idea delle consegne a domicilio in vespa durante il lockdown, la nuova legge del libro che ha equiparato gli sconti dell’e-commerce a quelli che possono fare le librerie, l’avvento del fenomeno dei manga che ha riportato fra gli scaffali gli adolescenti e, in generale, il riavvicinamento al libro in un periodo difficile delle esistenze di tutti consegnano una dimensione in continuo rinnovamento.

Belcaro conclude così: «La nostra è una libreria generalista che prova a soddisfare le esigenze della comunità dei lettori a cui deve rispondere. Pensiamo sia la formula vincente per una piccola città di provincia. Promuovere e proporre libri per chiunque. Il futuro è fra i libri, di questo non ho dubbi».

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